In tema di infortunistica stradale, occorre tener presente che il conducente di un veicolo deve sempre rispettare alcune regole, al fine di evitare che una condotta poco prudente possa costargli non solo la revoca della patente, ma anche una responsabilità penale. Di conseguenza ogni automobilista, specialmente in prossimità degli attraversamenti pedonali o degli incroci, deve procedere a velocità moderata, rallentando all’occorrenza, al fine di permettere ai pedoni di attraversare la strada.

Guidare con prudenza, inoltre, serve anche ad evitare danni che potrebbero scaturire da comportamenti poco rispettosi del Codice della strada di altri automobilisti, che magari stanno guidando ad una velocità sostenuta, incuranti dei rischi a cui vanno incontro.

La responsabilità civile e penale dell’automobilista, in caso di incidente stradale, infatti, è spesso legata sia al mancato rispetto del diritto di precedenza, sia ad una guida per cosi dire "sportiva" che può impedire anche di accorgersi dell’attraversamento della strada da parte di un pedone. È questo, in sostanza, quanto espresso dalla Corte di Cassazione, sezione IV penale, con la sentenza n.26111/2016 che ha sancito la condanna di un automobilista a 4 mesi di reclusione per il reato di omicidio colposo, dopo essergli stata sospesa per 4 mesi la patente di guida.

Descrizione del caso all’attenzione dei giudici

La vicenda giudiziaria oggetto della sentenza ha avuto come protagonista un’anziana signora che aveva attraversato la strada fuori dalle strisce per l’attraversamento pedonale, venendo quindi investita e uccisa da un automobilista.

I giudici d’Appello, nell’evidenziare le responsabilità della vittima, hanno sottolineato altresì le colpe del conducente: questi avrebbe dovuto accorgersi della presenza della signora lungo la carreggiata, prevedendo che si sarebbe incrociata con la traiettoria di passaggio dell'auto. In questo modo l'automobilista avrebbe potuto rallentare, evitando così l’impatto con la donna.

I giudici dell’appello, dopo aver riconosciuto la responsabilità della vittima nell'aver attraversato la strada lontana dalle strisce pedonali, hanno sancito anche lacondanna penale nei confronti del conducente. Quest’ultimo ha deciso di proporre ricorso in Cassazione, sottolineando come le responsabilità per l’incidentefosserotutte da addebitare alla donna, non essendo egli nelle condizioni di evitare l’impatto, benché con la sua auto procedesse a velocità moderata.

La Cassazione però non ha accolto il suo ricorso, tenendo conto degli accertamenti effettuati sul luogo in cui era avvenuto il sinistro stradale. Infatti gli "Ermellini" hanno riscontrato che la visibilità era buona, e quindi l’uomo si sarebbe dovuto accorgere della signora che, per via dell’età, procedeva a passo lento, attraversando la strada fuori dagli spazi segnalati.

Quando sussiste la responsabilità dell’automobilista?

A detta dei giudici di legittimità, il conducente dell’auto avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione, dando la precedenza, sia nel caso in cui la signora avesse attraversato sulle strisce, sia qualora avesse attraversato nelle loro vicinanze. La Cassazione, utilizzando l'espressione "neminem laedere", ha ribadito il seguente principio di diritto: l’automobilista, anche di fronte ad un comportamento poco corretto del pedone, è tenuto ad interrompere la marcia e afermarsi, laddove ciò serva per evitare incidenti anche legati al mancato rispetto, da parte del pedone, della precedenza a favore del conducente d’auto.

In caso contrario, deve ritenersi esclusivamente a carico del conducente la responsabilità per l'evento colposo verificatosi, benché al comportamento del pedone debba essere attribuita efficienza causale concorsuale. Confermata quindi anche la sentenza di condanna al risarcimento del danno nei confronti dell’uomo. Per altre info di diritto potete premere il tasto "segui".

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