Accade in Giappone, a distanza di quindici anni da un altro sanguinoso fatto di cronaca che vedeva coinvolti otto bambini di una scuola elementare, uccisi dalla follia di un uomo affetto da malattia mentale. Questa volta la tragedia, forse tra le più cruente nella recente cronaca del Giappone, vede coinvolto un ragazzo di circa venti anni (26 secondo quanto riferito dall'agenzia stampa Nhk). L'uomo alle tre e trenta (ora locale) di martedì 26 luglio, ha fatto irruzione in una struttura ospitante persone disabili nel città di Sagamihara, a ovest di Tokyo [VIDEO].

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Cosa abbia portato il ragazzo ad un gesto così folle trasformandolo in uno spietato assassino non è ancora del tutto chiaro

Dalle prima indiscrezioni che circolano sul web sembra essere un ex dipendente del Tsukui Yamayuri Garden, cioè della struttura che ospitava disabili, offrendo loro delle cure quotidiane. 

L'uomo armato di coltello ha ucciso quindici persone ferendone altre quarantacinque, anche se si teme che il bilancio del vittime sia destinato a salire dato che quattro di loro vertono in condizioni gravissime. 

La polizia è stata allertata telefonicamente da un dipendente della struttura che subito dopo si è messo in salvo.

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L’assassino, dopo aver tentato una breve fuga, all'arrivo degli agenti si è consegnato ammettendo di essere l’artefice della strage. In un sorta di confessionale delirante ha dichiarato alla polizia di voler eliminare i disabili dal mondo. L’indagine sul perché di un tale gesto è ancor aperta. 

Pochi giorni fa a nord Giappone un uomo di 33 anni era stato arrestato per aver accoltellato a morte una donna all’uscita di un centro commerciale.

L’aggressione, nella quale sono rimaste ferite altre tre persone, è avvenuta nella città di Kushiro, nell'isola di Hokkaido, come ha riferito la polizia locale dopo aver arrestato il colpevole. Le sue parole al momento della cattura sono state:

"Voglio mettere mettere fine alla mia vita. Voglio essere giustiziato per omicidio" 

È preoccupante vedere come proprio in questi giorni densi di tensioni e atti terroristici, rivendicati o meno, sembrino aumentare anche gli episodi isolati di aggressioni e violenza.

Una follia dilagante che si spera abbia presto fine.

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