Brutto episodio di cronaca quello accaduto nella mattinata di ieri a modena, in Emilia-Romagna. Verso le ore 5.20 del mattino, ben due esplosioni sono state sentite dalla gran parte del capoluogo modenese. A causare l’energico frastuono è stata la detonazione di due bombole di gas. Queste sono esplose davanti la sede del Partito Democratico in via Don Fiorenzi, vicino la polisportiva Madonnina.

I fatti

Pronto l’arrivo dei carabinieri, della municipale e anche della Digos del Commissariato di polizia. Quest’ultima ha accertato la rottura della porta a vetri, con le fiamme che si sono innalzate e che, per buona sorte, non si sono troppo espanse.

Nonostante l’esplosione sia stata di lieve entità, il muro posteriore è stato completamente scurito. Fortunatamente, nessuna vittima e nessun ferito, in quanto l’area dove è avvenuto l’attentato era chiusa al pubblico. L’ordigno finale sarebbe stato composto da tre bombole per il campeggio, attivate da un mortaretto che a sua volta avrebbe dato fuoco ad un sifone di carburante. Inoltre sul posto è stata rinvenuta dalla polizia un cartello con su scritto: “Civati… fai il botto. Pd Servo dei padroni”. Non solo: da segnalare anche la presenza di altre due bombole a gas le quali non sono detonate. Non è l’unico episodio accaduto recentemente contro le sedi del Partito Democratico. Lo scorso maggio, a San Faustino la sede del Pd fu ricoperta di scritte oltraggiose ed offensive. Queste ultime si sono replicate qualche giorno fa durante la Festa del partito a Ponte Alto.

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In via Bonaccini invece è stata reperita una bandiera del Pd completamente bruciata dentro un cassonetto della spazzatura.

Le reazioni

Pronta la risposta del premier Matteo Renzi, il quale attraverso il proprio account Twitter ha tenuto a tenuto a precisare che nessuno impaurirà i democratici e che l’incontro in programma proprio a Modena il 15 settembre si svolgerà regolarmente. I segretari provinciali del Partito Democratico Andrea Bartolomasi e Lucia Bursi invece hanno precisato la serie di atti vandalici messi in corso in questi ultimi mesi.

Più duri invece il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e del vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini. Il primo lo ha definito come un vero e proprio attentato. Il secondo ha voluto esprimere la vicinanza a tutti gli iscritti del partito.