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Quello dei migranti è senza dubbio il dramma assoluto del ventunesimo secolo. Tanti, troppi, i morti che ogni giorno derivano da questa assurda e pericolosa tratta. Uomini, donne e bambini: tutti rischiano la morte pur di arrivare in Europa e lasciarsi alle spalle l'incubo incarnato dai paesi di provenienza. Si abbandona il tragico presente alla volta di un futuro migliore: sembra la frase più banale del mondo ma è proprio questo il motivo per cui milioni di persone da anni hanno intrapreso e continuano a intraprendere questo 'viaggio della speranza', un viaggio che troppo spesso non raggiunge la meta, un viaggio che per molti migranti si è interrompe tragicamente prima del dovuto. E per i 'fortunati' che riescono a scendere dai quei barconi così precari, c'è davvero speranza? C'è abbastanza spazio in Europa per loro? Papa Bergoglio, a tal proposito, ha rivolto un appello agli ex alunni dei Gesuiti.

'Il Mediterraneo sta diventando un cimitero'

Oggi Papa Francesco, nel discorso rivolto a coloro che hanno preso parte all'incontro europeo degli ex alunni dei Gesuiti avente per tema proprio 'La migrazione globale e la crisi dei rifugiati', ha ricordato come quella dei migranti sia "la crisi umanitaria più grande dopo la seconda guerra mondiale".

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 Il Papa, da sempre molto vicino al dramma dei migranti, ha fatto appello alla coscienza dei presenti all'incontro affinché fornissero ospitalità alla miriade di profughi che quotidianamente giungono in Europa ma faticano a trovare le porte aperte e l'accoglienza sperata: "Ricordate che l'autentica ospitalità è un profondo valore evangelico, che alimenta l'amore ed è la nostra più grande sicurezza  contro gli odiosi atti del terrorismo" - queste le parole del pontefice riportate da La Stampa.it

Il Papa, inoltre, nel corso dell'incontro ha sottolineato come "un numero mai raggiunto prima di rifugiati muore tentando di attraversare il Mar Mediterraneo, che è diventato un cimitero"- ponendo, dunque, l'accento sul fattore  più atroce e preoccupante di questo fenomeno, ovvero: la morte dei migranti durante la tragica traversata nella quale sono riposte tutte le speranze di chi vi prende parte.