Le notizie che provengono dalle zone colpite dal terremoto del 24 agosto scorso continuano a susseguirsi sempre più frammentarie. A volte si tratta di piccole perle di speranza: due gattini trovati ancora vivi tra le macerie dopo giorni trascorsi in trappola; la piccola Giorgia, la bambina salvata dai Vigili del Fuoco ad amatrice, finalmente dimessa dall'ospedale. Le scosse continuano, sempre più deboli ma non per questo meno spaventose dopo la grande paura del 24 agosto.

Il video del terremoto

In queste ore sta facendo il giro del web, dopo essere stato trasmesso per la prima volta dal TG3, il video delle riprese effettuate dalle telecamere interne del piccolo supermercato che si trovava in fondo al corso principale di Amatrice.

Il negozio era ovviamente chiuso e al suo interno non c'era nessuno, ma questo non rende meno spaventose le immagini, che restituiscono una scossa dalla violenza inaudita. Gli scaffali rovinano a terra insieme al loro contenuto, tutto oscilla come sotto la spinta di una poderosa mano, le porte automatiche si aprono e chiudono come impazzite, le luci di emergenza illuminano uno scenario da apocalisse.

Vogliamo restare qui

Ma, nonostante la grande paura, nonostante la morte e la distruzione che li circondano, i cittadini di Amatrice e Pescara del Tronto continuano a ripetere una frase che sembra ormai essere diventata un mantra: noi vogliamo restare qui. La ragionevolezza di chi li vorrebbe sfollati al mare per l'inverno, in zone più sicure, si scontra con l'attaccamento profondo che questa gente ha per i propri luoghi, un legame più forte del freddo e del terrore di nuove scosse.

Non si tratta solo di chi qui ha un'attività, ma è lo stesso viscerale vincolo che lega i figli ad una madre. Lontane dai luoghi che amano, queste persone continuerebbero una vita che non avrebbe più senso o speranza.

L'impegno delle autorità

La commovente generosità degli italiani non è sufficiente: è necessario che le autorità si mobilitino per rendere possibile il sogno degli amatriciani e degli altri abitanti dei piccoli borghi distrutti. Basta ascoltare anche solo una delle numerose interviste che in questi giorni vengono trasmesse in televisione, in cui parla uno degli abitanti dei comuni colpiti dal sisma, per capire come costringerli ad andarsene significherebbe decretare la fine definitiva di questi luoghi la cui grande bellezza è davvero la bellezza dell'Italia.