“’Non sono perfetto, un giorno dico una cosa, un giorno un'altra’. Beppe Grillo è invece perfetto per l’epoca di post-truth politics”. Così commenta su Facebook il ritorno di Beppe Grillo il giornalista David Allegranti, collaboratore dell’edizione fiorentina del Corriere della sera e blogger del Foglio.

La decisione

Il comico Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle, deve affrontare una crisi interna nel partito che resta comunque tra i primi nei sondaggi. Durante il comizio di ieri a Palermo, ha detto che tornerà ad occuparsi del partito a “tempo pieno”. I suoi ragazzi, da soli, rischiano di mandare all’aria un’importante opportunità.

“Ho fatto un piccolo passo indietro, ma ora sono tornato… Voglio vincere le elezioni e dimostrare che possiamo governare a Torino, Roma, Livorno, anche con gli errori che abbiamo commesso”, ha detto Grillo. Lo sgretolamento della Giunta del Comune di Roma, anche prima di cominciare a lavorare, ha creato nuovi interrogativi sulla capacità di gestione del Movimento Cinque Stelle. È più capace di criticare che di governare?

La nuova strategia

“Abbiamo sofferto minacce e calunnie, ma andiamo avanti più uniti di prima”, ha detto il leader del movimento diventato partito politico. Grillo ha cambiato bersaglio e non attacca più Silvio Berlusconi – che però sembra essere tornato in politica-. Ora nel mirino c’è il premier Matteo Renzi. Con tutte le sue promesse mancate.

Grillo vorrebbe tornare ai principi che reggevano il movimento agli inizi, nel 2009, quando in pochi credevano che poteva avere un futuro nello scenario politico italiano.

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Il comico era aggressivo con le parole, parlava della politica come “una malattia mentale”. Aveva deciso di allontanarsi da quella creatura che aveva contribuito a creare per dedicarsi alla sua professione da show-man. Ma la morte del co-fondatore e stratega, Gianroberto Casaleggio, cambiò i piani.

Le ultime polemiche

Secondo il sindaco di Roma, Virginia Raggi, c’è una strategia mediatica che vuole dipingere il Movimento Cinque Stelle come una squadra divisa. “Ma noi siamo molto uniti”, sostiene Raggi dal palco del comizio di Palermo. L’accusa ai giornalisti si è tradotta in lamentabili episodi di aggressione contro i lavoratori dell’informazione.

Il prossimo appuntamento elettorale in Italia sarà il referendum costituzionale. Ancora non si conosce una data precisa, ma probabilmente sarà a dicembre, dopo le elezioni presidenziali americane. Settimana prossima sarà fissata la data. Il premier Renzi si gioca il suo futuro politico, mentre il resto del mondo guarda con attenzione lo sviluppo della consultazione, come se della Brexit si trattasse.

Volti giovani e freschi, nuovi nel mondo della politica. Sono questi i nomi vincitori del Movimento Cinque Stelle nelle elezioni regionali di giugno. Ragazzi preparati, con laurea, sposati e con figli, all'insegna della bandiera della trasparenza e l’onestà. Forse per questo Grillo e tornato con braccio di ferro. “Basta nomi impresentabili”, avrebbe detto alla sindaca Raggi. Non si può rischiare ancora la popolarità del movimento sbagliando l'entourage. Come ha detto Mark Zuckerberg durante la conferenza all’Università Luiss di Roma: “La chiave del successo è circondarti di persone capaci”.