Prisca Boh è una ragazza francese chemartedì 20 settembre, all'uscita da un concerto, èstata picchiata selvaggiamente e violentata da un gruppo di tre uomini stranieri. Ma anziché restare nell'ombra come fanno generalmente le vittime di stupro, ha deciso di uscire allo scoperto, mettendoci la faccia e raccontando su Facebook la sua storia, per dare forza a tutte le donne. E la sua vicenda sta facendo il giro del mondo: il post del suo sfogoda giovedì 22 settembre a oggi è stata condiviso oltre 25mila volte, ed il contatore del social aumenta di minuto in minuto.

Inoltre il suo caso ha attirato i mass media di tutto il mondo.

Lo sfogo su Facebook di Prisca

La ragazza ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto che la ritrae nel letto dell'ospedale, accompagnato dal racconto dei fatti che hanno reso necessario il ricovero. Tornata nel suo quartiere dopo un concerto, verso le 23:30 si stava recando ad acquistare del cioccolato in un negozio di alimentari aperto 24h quando è stata avvicinata da tre uomini, che hanno fatto alcuni apprezzamenti e hanno provato a intavolare una conversazione con lei. Ha provato ad ignorarli, ha proseguito per la sua strada, ma uno di questi la colpisce. A quel punto si ferma, gli chiede cosa vogliono, si sente chiedere "come mai non ha risposto" ai saluti che i tre gli avevano rivolto.

Lei risponde di non essere tenuta a salutare chi per strada le rivolge apprezzamenti, ma a quel punto la situazione degenera,si scatena la ferocia del gruppo: viene picchiata sul viso, sbattuta contro una ringhiera. Giunta all'ospedale, gli comunicano che le fratture rimediate al polso rendono necessario un intervento chirurgico.

Una vita di soprusi e violenze

Lo sfogo di Prisca prosegue con le sofferenze e la disperazione che l'hanno travolta dopo questo episodio. Racconta di aver trascorso due giorni a piangere, "per la condizione femminile", eprosegue raccontando che la sua vita è stata scandita da umiliazioni, offese, percosse e persino uno stupro, "ma non voglio mollare, noi donne siamo fatte per lottare", conclude.

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