Si sono celebrati nella chiesa parrocchiale di Zavattarello, in provincia di Pavia, i funerali del partigiano "Arturo", al secolo Giacomo Bruni morto all’età di 94 anni, . Era noto per essere l’ultimo sopravvissuto al gruppo di partigiani della Brigata garibaldina "Crespi" ed essere stato l’autista del camion che trasportò i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci a Milano in piazzale Loreto. I due erano stati giustiziati in precedenza in una località in provincia di Como.

Gli avvenimenti di quei giorni tremendi, furono ricordati da Giacomo Bruni in un’intervista rilasciata a Giancarlo Bertelegni, della "Provincia Pavese", cinque anni fa.

Secondo il suo racconto la fatidica giornata del 28 aprile 1945 iniziò quando all’alba partirono, da Milano, un camioncino Fiat 121 e una Fiat 1100. Sul primo c’era lui con altri commilitoni, sull’altra Walter Audisio, il famoso comandante Valerio, con altri partigiani.

La fucilazione dei gerarchi fascisti

Con un tempo inclemente raggiunsero Dongo dove presero parte al processo, alla condanna per alto tradimento e alla fucilazione di alcuni importanti gerarchi fascisti, tra cui Alessandro Pavolini, ministro della cultura popolare e segretario del Partito fascista repubblicano.

Bruni, però, precisò di non aver preso parte all’esecuzione perché era alla guida di un camion. Lo stesso, probabilmente, sul quale, furono caricati i cadaveri dei gerarchi giustiziati. Al bivio di Azzano ci fu un ricongiungimento tra i componenti di questo camion, guidato da “Arturo” e la Fiat 1100 con la quale il comandante Valerio trasportava, sul sedile posteriore, i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci.

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Insieme raggiunsero piazzale Loreto a Milano.

L'odio e la furia di piazzale Loreto

In quell'intervista, spiegò anche perché fu scelto proprio piazzale Loreto per depositarvi i corpi di Mussolini, della sua amante e degli altri fascisti giustiziati. In quello stesso luogo, nell’agosto del ’44, i nazifascisti avevano fucilato un gruppo di partigiani e oppositori del regime. Questo lascia supporre che il ricordo di quest’ultima rappresaglia contribuì, con ogni probabilità, all’odio e alla furia che si scatenarono successivamente nella piazza, come testimoniano le immagini raccapriccianti, che ci sono giunte, di quella giornata.

In questa intervista, il partigiano Arturo, dichiarò di voler anche sgomberare il campo dai presunti misteri sull’autore materiale dell’uccisione di Mussolini: fu il comandante Valerio, Walter Ausilio, su ordine del Comitato di liberazione nazionale.

Giacomo Bruni, prima di entrare tra i partigiani era stato un alpino della Divisione Cuneense. Lascia la moglie Rosa e sette figli, più un nutrito gruppo di nipoti e pronipoti.