Tre automobili ridotte ad un ammasso di lamiere fumanti. Forse un avvertimento quello accaduto nella notte di ieri, giovedì, in via Pertusola, quartiere cagliaritano di Is Mirrionis. Proprio nella palazzina in cui, qualche settimana fa, per sbaglio fu ucciso Alessandro Picci, il 47enne che era stato colpito da un proiettile sparato da Martin Aru, il 21 enne cagliaritano finito in carcere con il padre Massimiliano, con la pesante accusa di omicidio. I due, dopo una vivace discussione su Facebook, erano andati a “punire” gli autori del post incriminato ma avevano trovato per caso la povera vittima. E, dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe che le tre automobili andate a fuoco appartengano proprio agli autori del post pubblicato sul più famoso social network del mondo che ha scatenato la discussione poi finita in tragedia.

Le indagini sono comunque ancora in corso.

In via Pertusola sono rapidamente intervenuti i pompieri che, per precauzione, hanno fatto evacuare le abitazioni che si trovavano al primo piano. Sul posto è stato necessario anche l’intervento degli agenti della Squadra Volanti della Polizia di Cagliari che hanno avviato immediatamente le indagini per capire e scoprire se l’origine del rogo sia collegata all’omicidio di Alessandro Picci.

Fuoco e fiamme a Is Mirrionis

Erano da poco passati venti minuti dopo la mezzanotte di ieri notte, quando una telefonata al centralino dei Vigili del Fuoco di viale Marconi chiedeva l’intervento dei pompieri in via Pertusola, quartiere di Is Mirrionis. Tre automobili, una Fiat 500, una 600 e una Ford Fiesta, erano completamente avvolte dalle fiamme e il rischio era che il rogo si potesse trasferire su altre vetture vicino e negli appartamenti al primo piano.

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E sono stati proprio gli inquilini della palazzina ad accorgersi del rogo che sarebbe potuto essere devastante. Altre automobili potevano essere coinvolte e le fiamme avrebbero potuto creare danni anche alla struttura del palazzo.

C’è voluto del tempo infatti per domare il rogo che con ogni probabilità – almeno secondo una prima ricostruzione effettuata da Vigili del Fuoco e Polizia -  sarebbe d’origine dolosa anche perché sembra siano state trovate tracce di liquido infiammabile che ha immediatamente fatto rizzare le antenne agli investigatori che hanno incentrato le indagini su un probabile attentato intimidatorio. Sono ancora comunque tutte ipotesi anche perché le indagini sono in corso. Gli inquilini della palazzina, sentiti dalla Polizia, almeno in quelle ore non avrebbero notato strani movimenti nei parcheggi vicino all’ingresso dello stabile.