“Mi ha minacciato di morte. Per questo l’ho ammazzato”. Dal mondo virtuale di Facebook a quello reale di Is Mirrionis, a Cagliari, con una frusta in mano e una pistola pronta all’uso. Martin Aru, 24 anni, disoccupato e incensurato cagliaritano, dopo essere stato pesantemente insultato sul social più famoso del mondo dalla vittima (così almeno lui ha raccontato agli investigatori) ha deciso di farsi vendetta e avrebbe sparato alla bocca di Sandro Picci, 47 anni, con parecchi precedenti alle spalle, con una pistola (illegale) calibro 7.65. L’uomo, raggiunto al volto, è morto sul colpo. Inutili i tentativi dei medici del 118 che sono rapidamente arrivati nel quartiere ma hanno soltanto potuto constatare il decesso dell’uomo.

Le indagini sono state affidate agli uomini della Squadra Mobile di Cagliari, coordinati dal primo dirigente Fabrizio Fabrocini e ai Carabinieri del Nucleo Provinciale, diretti dal capitano Michele Cappa. Il giovane Martin Aru, dopo il delitto, ha fatto una telefonata al suo avvocato e si è costituito.

In carcere a Uta

L’interrogatorio di Aru, durato diverse ore, ha delineato un quadro non ancora troppo chiaro del delitto e il ragazzo è stato rinchiuso in una cella del carcere di Uta con l’accusa dii omicidio volontario a cui si potrebbe aggiungere il fatto che sia stato aggravato da futili motivi. Sarà comunque il gip, questa mattina lunedì, a confermare il provvedimento d’arresto e poi risentire il presunto assassino. Considerando i numerosi indizi a suo carico e la confessione, la Procura di Cagliari potrebbe richiedere il giudizio immediato.

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Le indagini, comunque, sono ancora in corso.

Un delitto d’impeto?

Non si sa bene ancora in che rapporti fossero Martin Aru e la vittima, Alessandro Picci. Anche perché la differenza d’età tra i due era notevole. In più il 47 enne aveva numerosi precedenti penali per reati legati alla droga mentre il presunto omicida, di 23 anni più giovane, almeno fino a ieri aveva la fedina penale intonsa.

L’unica certezza, almeno secondo la ricostruzione degli investigatori, è che ieri, domenica, poco dopo le 16 e 30, al civico numero 4 di via Pertusola, quartiere cagliaritano di Is Mirrionis, è accaduto quello che non doveva succedere. Martin Aru, infatti, si sarebbe presentato a casa di Alessandro Picci dopo aver avuto una violenta discussione su Facebook, dove sarebbe stato addirittura minacciato di morte dalla vittima. Il giovane, insultato virtualmente, sarebbe andato a regolare i conti nella vita reale ricevendo pero soltanto altri insulti e parole violente da parte di Picci.

La reazione

Un atteggiamento che avrebbe provocato la reazione di Aru il quale, dopo essere andato a casa, sarebbe tornato in via Pertusola armato di una grossa frusta di pelle (forse una zirogna sarda) e di una pistola detenuta illegalmente calibro 7.65.

Qui, una volta richiamato il Picci, sarebbe nato il secondo round finito con uno sparo mortale nella bocca della vittima che si è accasciata a terra senza dare segni di vita.

Alla rissa sfociata in omicidio avrebbero assistito diversi testimoni che molto probabilmente non pensavano che una banale lite tra un ragazzino e un uomo di oltre 20anni più grande potesse finire in tragedia. Aru, dopo tutte le formalità di rito, è stato rinchiuso in una cella del carcere di Uta in attesa di essere nuovamente sentito dal pubblico ministero che si occuperà del caso.