Il Terremoto continua la sua scia di terrore, non è così lontano quel 24 agosto 2016, data in cui il sisma ha raso al suolo paesi interi nel Centro Italia. Dopo aver colpito le Marche, è Norcia l'epicentro dell'ultimo sisma di magnitudo superiore a 6. Fortunatamente il bilancio è stato decisamente diverso da quello di Amatrice e dei paesi che sono stati coinvolti nel terribile evento di agosto. Il problema è che oltre al notevole danno storico, dovuto al crollo di importanti costruzioni che rappresentavano il Medioevo umbro, sembra che non ci sia fine per gli eventi tellurici in questa zona. Gli scienziati hanno notato il verificarsi di una catena di eventi, che già era stata ravvisata in altre parti del mondo, e che sembra presentare un preoccupante collegamento tra di loro.

Il "contagio" sismico

Gli scienziati parlano di "contagio" sismico quando due eventi come il terremoto del 24 agosto, e quelli seguenti nelle Marche e a Norcia, non sono casuali e indipendenti, ma presentano tra loro un collegamento. Così era avvenuto anche in passato in situazioni similari, che hanno visto coinvolte zone come la California e Haiti. Si tratta in pratica di un fenomeno abbastanza raro ma scientificamente conosciuto, trattasi di alcuni frammenti rilasciati dallo scarico della zona definita "ipocentrale" che vanno a generare un altro terremoto analogo e potente.

Terremoto forte ma poteva anche essere peggiore

Secondo gli esperti, Il terremoto che ha colpito le Marche spostandosi verso Nord, e Norcia tornando più a Sud, è stato molto forte perché creato dallo spostamento laterale delle faglie.

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Quando si muovono in questo senso è normale che si possano registrare scosse intorno alla magnitudo 6. Gli scienziati che stanno analizzando minuziosamente il fenomeno dicono che è stata evitata una situazione ancora peggiore. Se invece di muoversi lateralmente e in momenti diversi, le faglie si fossero mosse insieme, si sarebbe generato un terremoto di magnitudo 7.0 o anche superiore. Intanto, seppure fortunatamente con minore intensità, le scosse non si fermano.