Arriva dalla polizia la notizia che Emmanuel Chidi Nnamdi faceva parte della mafia nigeriana ovvero la Black Axe di fermo. Sono stati numerosi i mafiosi ad aver partecipato al suo funerale.

Quella telefonata della polizia

La morte del nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi è avvenuta dopo uno scontro con un ultrà di Fermo e al funerale dell'uomo si sono presentati molti mafiosi tanto che si è scoperto che Emmanuel faceva parte della mafia nigeriana operante a Fermo. La soffiata è arrivata attraverso una telefonata avvenuta al vicequestore Marcello Gasparini dieci giorni dopo la celebrazione del funerale, dove per altro erano presenti anche la Boldrini e la Boschi.

La rivelazione è stata diffusa da il Fatto Quotidiano, constatando che il vicequestore della polizia è potuto venire a conoscenza dell'appartenenza del rifugiato all'organizzazione mafiosa, dopo aver ricevuto una telefonata da una fonte estremamente attendibile che gli avrebbe fatto notare che tutti i membri della setta Black Axe indossavano al funerale dell'uomo abiti di colore rosso e nero, tipici della loro organizzazione.

La nuova mafia

È un nuovo tipo di mafia, quella nigeriana, che sta prendendo piede a Palermo e che sembrerebbe tra l'altro, una delle organizzazioni più vendicative. Un mese fa circa, sono stati arrestati 17 membri della Black Axe che dirigevano i vari traffici. La differenza con le altre organizzazioni mafiose è che questa sarebbe una vera e propria setta visto che, come rito per entrare a farne parte, si deve bere sangue umano e incorrere a varie vendette e torture per avere il comando del territorio.

I traffici di esseri umani, giri di miliardi di euro e l'immigrazione clandestina in Italia verrebbero proprio controllati dalla nuova mafia, quella nigeriana che sembrerebbe una tra le più pericolose degli ultimi tempi.

Nessun approfondimento per mesi, poi tre giorni fa arriva la notizia dell'apertura di un fascicolo di associazione a delinquere, per cercare di fare chiarezza sulle persone sedute dietro al Presidente Laura Boldrini e al Ministro Maria Elena Boschi.

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