Venerdì 28 ottobre, in Marocco, un semplice pescatore ambulante di nome Mouchine Fokri è morto schiacciato in un camion tritarifiuti mentre cercava di recuperare parte della sua merce confiscata dalla polizia locale, pochè sotto divieto stagionale, e gettato successivamente nel suddetto mezzo.

Abuso di potere

La notizia, dapprima mascherata dai media locali come di un semplice suicidio, è stata poi smentita da testimoni vari ed un video diventato virale nel web. Tutto ciò ha provocato una mobilitazione di massa del popolo marocchino il quale si è riversato nelle piazze delle principali città, come Casablanca, per manifestare la propria indignazione verso l’abuso di potere della polizia.

Stando alla ricostruzione effettuata grazie alle immagini del video e alle testimonianze dei presenti, alcuni poliziotti avrebbero dato l’ordine al conducente del camion di procedere con il processo di distruzione dei rifiuti appena raccolti, nonostante fossero a conoscenza del fatto che il pescatore si era arrampicato nel carico del camion per recuperare la propria merce.

Quando il popolo si mobilita

La mobilitazione di circa 40 mila persone in tutto lo stato ha richiamato l’attenzione del re, Mohamed VI, il quale sospende il suo viaggio ufficiale in Africa per esprimere la propria solidarietà alla famiglia del pescatore e per far avviare delle indagini approfondite riguardo la questione. Il re si sta impegnando in questo ultimo periodo ad assecondare il popolo, particolarmente in fermento in questo ultimo periodo anche a causa della forte instabilità economica del paese.

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Il tutto si è risolto con l’arresto di 11 persone, fra i quali alcuni poliziotti e funzionari di polizia, oltre all’autista del tritarifiuti ed alcuni ex colleghi ambulanti della vittima. Una mobilitazione così grande del popolo marocchino non si vedeva dagli inizi della Primavera Araba, cominciata, anch’essa, in seguito alla morte di un altro ambulante, questa volta tunisino, che si diede fuoco in un mercato dopo il sequestro della propria merce.