La tensione tra NATO e Russia diventa sempre più palpabile. Questa volta ad aumentare la tensione non sono le solite dimostrazioni di forza ai confini orientali dell'Europa, oramai consueti teatri di ingenti esercitazioni militari e simulazioni di guerra, ma bensì vere e proprie provocazioni nei già sofferenti Balcani.

Le forze in campo, al momento, non sono ingenti ma sono piuttosto significative. Più di 200 militari russi facenti parte delle truppe d'élite aviotrasportate (tra cui 150 "parà" della 98a Divisione aviotrasportata, veterani della guerra in Cecenia), una cinquantina di militari bielorussi e circa 450 soldati serbi partecipano all'esercitazione "Slovensko bratstvo", fratellanza slava, nell'aeroporto militare serbo di Batajnica, pochi chilometri da Belgrado.

Dall'altra parte, nel territorio del prossimo candidato alla NATO, il Montenegro, si susseguono una serie di esercitazioni militari per un totale di 700 operatori da ben 32 paesi membri dell'Alleanza Atlantica.

La Russia si dice pronta ad adottare contromisure

Mentre la tensione nei Balcani sale e i confini orientali vedono sempre più il susseguirsi di esercitazioni militari, la Russia si dice pronta ad adottare tutte le contromisure necessarie per controbilanciare la massiccia presenza militare Americana e Nato nell'Europa dell'Est.

Alle parole infatti sono seguiti i fatti. La Russia sta dislocando in Crimea le nuove batterie di missili terra-aria S-400, forti di un raggio di interdizione di ben 400 chilometri, impedendo così ogni "accidentale" accesso ai velivoli non autorizzati.

"Coloro che cercheranno di sorvolare o violare lo spazio aereo della Crimea di fatto compiranno un'azione suicida. Non c'è alcun dubbio sull'esistenza di piloti coraggiosi della NATO, tuttavia non ci sono kamikaze".

(il "Washington Times" cita Balbek).

Nuove postazioni radar verranno costruite nel Mar Baltico e nel Mar Nero, permettendo così una sorveglianza 24/h di ben 200 miglia costiere, mentre missili Iskander (SS-26 Stone codice Nato), equipaggiabili anche con testate nucleari, sono già stati spostati nell'enclave Russa di Kaliningrad, determinando così un'escalation di tensione.

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