E' precipitato questa mattina all'alba nel Mar Nero un aereo russo diretto verso la base russa di Latakia in Siria. A bordo dell'aereo c'erano 93 persone tra cui 64 membri del Coro dell'Esercito Russo e nessuno è riuscito a salvarsi.

L'aereo era decollato alle 5.20 del mattino ora locale, dall'aeroporto di Sochi ma dopo appena pochi minuti di volo, quando l'aereo si trovava ancora nello spazio aereo russo, all'incirca sopra il Mar Nero, è scomparso dai radar. Il Ministero della Difesa di Mosca ha poi fatto sapere che i resti del trimotore sono stati individuati nel Mar Nero ad una profondità compresa tra i 50 e i 70 metri.

Qui sono cominciati ad affiorare i primi cadaveri: "uno è stato avvistato a sei chilometri dalla costa di Sochi" spiega il generale Igor Konaschenkov.

'Esclusa la tesi dell'attentato'

Il capo della commissione difesa del Senato russo Viktor Ozerov ha comunque precisato che "la tesi dell'attentato è da escludere" perchè "l'aereo apparteneva al ministero della Difesa russo" quindi "una simile tesi è impossibile". Per il momento 'ipotesi più plausibile sarebbe quella di un guasto tecnico o di un errore dell'equipaggio. Quel che è certo è che nel momento in cui l'aereo è sparito dai radar le condizioni meteo della zona erano ottimali e che il pilota, Roman Volkov, era esperto ed aveva oltre 3000 ore di volo al suo attivo. L'aereo, un trimotore Tupolev Tu-154 aveva 33 anni ma secondo Serghiei Kalachnikov, vice presidente della commissione parlamentare sulla politica economica, "33 anni è un tempo lungo, ma non critico" e quindi non vuol dire che il velivolo " non funzionasse bene".

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Il presidente Vladimir Putin ha già ordinato una commissione d'inchiesta per accertare le cause dell'accaduto.

Le vittime del disastro aereo

Il Ministro della Difesa russo ha detto che "nessuno dei passeggeri è riuscito a salvarsi". A bordo dell'aereo erano presenti 64 membri del Coro dell'Esercito Russo, 8 membri dell'equipaggio, 8 militari, due responsabili civili, un membro dell'organizzazione umanitaria internazionale e 9 giornalisti. Tutti erano diretti in Siria per tenere un concerto per le truppe russe dislocate nel territorio siriano. Uno dei cantanti solisti del coro, Vadim Ananyev, ha detto in un'intervista di "non essere partito insieme ai suoi colleghi per problemi di famiglia". Tra le vittime dell'incidente c'è anche Elizabeta Glinka, nota come dottoressa Liza, direttore esecutivo dell'organizzazione umanitaria. "Sappiamo che stava andando a Latakia per per portare attrezzature e medicinali ad un ospedale" ha detto Mikhail Fedotov, capo del Presidential Council for Human Rights. Tra i giornalisti sono deceduti inviati dei canali Ntv, Channel One e Zvedva.