Iier mattina venerdì 9 dicembre un’esplosione ha avuto luogo presso al-Haram street, un’arteria principale del cairo, provocando la morte di 6 poliziotti, il ferimento di altre tre forze dell’ordine e di quattro civili. La deflagrazione è avvenuta in un check point di fronte alla Moschea Salam, nel governatorato di Giza. Si tratta di un’area particolarmente frequentata, data la prossimità al sito turistico delle Piramidi.

La dinamica dell’attentato

I poliziotti si trovavano all’interno dei loro veicoli al momento dell’attentato. L’atto terroristico è stato rivendicato dal Movimento hasm (parola araba che significa “risolutezza”), organizzazione di recente fondazione, particolarmente attiva nel nord-Sinai.

In un comunicato i militanti dichiarano di aver posizionato un ordigno artigianale vicino al posto di blocco, e minacciano ulteriori attentati contro le forze dell’ordine.

I precedenti: l’attentato al procuratore generale Zakaria

L'organizzazione Hasm si era già resa responsabile di due atti terroristici ai danni di eminenti personalità; in entrambi i casi aveva agito di venerdì, giorno festivo per i musulmani. Lo scorso 30 settembre i miliziani avevano attentato alla vita del vice procuratore generale Zakaria Abdel Aziz e dei suoi collaboratori, usciti poi illesi dall’esplosione. In quell’occasione i terroristi avevano agito tramite un’autobomba, causando una vittima. Il movimento aveva rivendicato il gesto, sostenendo che si trattava di una vendetta per la condanna a morte di centinaia di militanti dei Fratelli Musulmani.

Hasm e il tentato omicidio dell’ex Gran Mufti Ali Gomaa

Il 5 agosto scorso il movimento Hasma aveva attentato alla vita dello sheikh Ali Gomaa, ex Gran Mufti d’Egitto. In quell’occasione un gruppo di quattro miliziani avevano tentato di assassinarlo nei pressi di una moschea del Cairo, durante la preghiera del venerdì. Ali Gomaa ha rivestito la carica di Gran Mufti d’Egitto per dieci anni, sino al 2013.

Il chierico è stato preso di mira dai miliziani islamisti per dichiarazioni a favore del presidente Abdel Fattah al-Sisi.

Nell'estate 2015 un'esplosione danneggiò il consolato italiano al Cairo.