mascalucia (Catania) – Abusava di lei dallo scorso settembre: questa la dichiarazione che la 42enne ha reso ai carabinieri del comune etneo i quali, la sera del 15 dicembre, hanno fatto irruzione nella sua abitazione cogliendo l'uomo in flagranza di reato e riuscendo a sventare l’ennesimo tentativo di violenza sessuale. La donna è, fortunatamente, riuscita a chiudersi in bagno e a chiamare il 112, consentendo l'intervento tempestivo dei suoi soccorritori.

La vicenda

Non si conoscono ancora i dettagli dell'accaduto e non è ancora stata chiarita la natura della relazione tra i due protagonisti della tristissima, ennesima, vicenda che vede una donna soggiacere fisicamente e psicologicamente alla reiterata sottomissione da parte del suo sopraffattore.

Quel che è certo è che quell'uomo, 57enne del luogo, la donna lo conosceva bene. E’ stata lei infatti a permettergli di entrare in casa a seguito della sua affermazione di volerle parlare. Discussione che si è invece, di lì a poco, trasformata nell'ennesimo rapporto sessuale consumato con l’esercizio della violenza. Si tratta di una circostanza che induce a riflettere sulla peggiore delle violenze sulle donne che, sovente, si accompagna agli abusi fisici cui esse sono sottoposte: quella sudditanza psicologica che fa sì che siano proprio loro ad aprire la porta, ancora una volta, di fronte all'ennesima, falsa, promessa del loro aguzzino.

Tradotto in una camera di sicurezza dell’Arma, l’uomo sarà sottoposto ad un processo per direttissima.

Mascalucia e il suo impegno contro la violenza sulle donne

Questa dolorosissima vicenda si aggiunge alle altre che, negli ultimi anni, hanno colpito al cuore il territorio, inducendo il comune etneo a farsi promotore di una battaglia contro ogni forma di violenza che veda vittime le donne. E' dello scorso ottobre, infatti, il convegno organizzato, a Mascalucia, dalle associazioni “Cuore di Donna” e “Rinascendo Onlus” con il patrocinio del comune etneo che ha dichiarato la sua più ferma opposizione contro il fenomeno della violenza sulle donne. A tal proposito è stato promosso un tavolo tecnico che ha sancito l’assunzione di impegni specifici, soprattutto sul fronte della prevenzione, da parte delle istituzioni e delle autorità locali in collaborazione sinergica con le associazioni impegnate nell'area metropolitana di Catania.

Nel gremitissimo Auditorium comunale di San Nicolò, due sedie vuote stavano tristemente a ricordare Giordana Di Stefano, 20 anni e Laura Russo, 12 anni, le due giovanissime donne morte l’una per mano dell'ex compagno, l’altra per mano del padre. I numerosissimi intervenuti ascoltavano le strazianti testimonianze di Vera Squadrito, mamma di Giordana, e di Giovanna Zizzo, madre di Laura, che hanno trasformato la più dura delle tragedie nella missione della loro vita: sensibilizzare tutti e soprattutto le nuove generazioni affinché siano educate al rispetto nei confronti delle donne che, molto probabilmente, la società tutta è ancora troppo lontana dal'aver interiorizzato.

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