E’ stata inaugurata lo scorso 12 novembre, nella splendida area museale di Palazzo Venier dei Leoni, la retrospettiva che la Collezione Peggy Guggenheim dedica a Tancredi Parmeggiani (1927 –1964) attraverso una ricca selezione di opere che ripercorre la produzione del pittore di Feltre.

La prestigiosa area museale veneziana dedicata all’Arte del Novecento, di proprietà della Fondazione Guggenheim (che gestisce gli omonimi musei di New York e di Bilbao) celebra, dopo oltre sessant’anni, l’atteso ritorno del pittore che conobbe il successo internazionale grazie a Peggy Guggenheim, la mecenate americana di stanza a Venezia, che lo accolse sotto la propria ala protettiva organizzando, proprio a Palazzo Venier dei Leoni, una sua mostra personale nel 1954 e sponsorizzando la sua opera, oltreoceano, presso i più prestigiosi musei americani.

L'esposizione di oltre novanta opere che ricostruisce il breve, ma intenso, percorso artistico di Tancredi, ha visto rientrare in Italia molte delle opere che la facoltosa collezionista, nella sua intensa operazione di sponsorizzazione dell’artista, aveva donato, tra gli altri musei, al MoMa di New York e al Brooklyn Museum, e che oggi affiancheranno i dipinti del pittore già di proprietà della ricca collezione veneziana.

Il percorso espositivo rappresenta una raffinata e attenta ricostruzione dell’evoluzione della poetica tancrediana:

  • i dipinti figurativi della prima ora;
  • le sperimentazioni astratte della fine degli anni ’40, influenzate dall'ammirazione per Kandinskij e dai contatti parigini con l’ambiente cubista;
  • i dipinti degli anni ‘50 che videro l’adesione di Tancredi al movimento spazialista;
  • le opere degli anni ’60 (che precedettero la sua morte prematura) in cui l’artista rivide criticamente la propria Arte la quale, complici la sua forte tensione emotiva nei confronti delle vicende politiche di quegli anni e la conoscenza dell’opera di Munch, testimoniano un ritorno alla figura che appare però, adesso, deformata da una visione espressionista della sua pittura e, tutto sommato, della sua stessa esistenza.

Visione che culminerà, difatti, nel tragico epilogo del suicidio dell’artista, all’età di 37 anni.

La mostra antologica dedicata a Tancredi e la Collezione Permanente del Peggy Guggenheim

“La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba”, espressione con cui Tancredi reagisce alle vicende dolorose di quegli anni (dal Vietnam alla guerra fredda sovietico-americana), rappresenta il titolo di questa mostra antologica.

Curata da Luca Massimo Barbero la mostra, inaugurata lo scorso 12 novembre, chiuderà i battenti il 13 marzo 2017.

Sarà possibile visitarla durante i normali orari di apertura del Guggenheim e, segnatamente, tutti i giorni, escluso il martedì, dalle ore 10.00 alle 18.00. Il museo rimarrà chiuso il 25 dicembre.

L’ingresso consentirà di visitare oltre all'esposizione temporanea dedicata all'arte di Tancredi, anche la Collezione permanente del museo veneziano che annovera, tra i tanti capolavori delle avanguardie europee ed americane del ventesimo secolo, opere dei cubisti Picasso, Braque e Léger, del futurista Severini, degli astrattisti Kandinskj, Klee e Mondrian, dei surrealisti Magritte, Dalì, Mirò ed Ernst.

I biglietti, acquistabili pure online, hanno il costo di 15 euro. Sono previste riduzioni per gli over 65 e per gli studenti under 26, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni.

Per ulteriori informazioni sulla retrospettiva di Tancredi e, più in generale, sul Peggy Guggenheim : tel.: 041 2405411/e-mail: info@guggenheim-venice.it.

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