Natale periodo di truffe. E’ da sempre così, almeno in Italia. Non c’è da stupirsi, ma da fare attenzione. Quest’anno c’è da stare con le orecchie aperte. Più del solito. Sì, avete capito bene. Con le orecchie ben aperte perché, con l’avvento delle festività, alcuni call center senza scrupoli (non si può stabilire chi abbia meno scrupoli tra operatore, titolare della struttura o chi commissiona), diventano decisamente più insistenti e gentilmente aggressivi. A lanciare l’allarme della nuova (nuova si fa per dire) truffa che viaggia tramite i cavi del telefono è la polizia di stato attraverso una delle sue pagine Facebook: “Una vita da social”.

La telefonata generica

Che succede? Nel caso specifico gli amministratori della pagina della polizia mettono in guardia da quegli operatori di call center che si muovono nel settore dell’energia elettrica e che, ovviamente per conto di grosse aziende, ricercano nuovi #clienti. “Stiamo parlando di truffe telefoniche, e di quel “sì” che non bisogna mai pronunciare se si vuole evitare la trappola – si legge nella nota diffusa -. Se per caso vi arrivasse una telefonata da parte di un operatore "X" che rimane sul generico, ad esempio “buongiorno, sono della compagnia elettrica. A noi risulta una bolletta insoluta. Ma forse ha pagato e dovremmo fare una verifica”, fate attenzione, perché è già scattata la trappola”.

Il ‘pod’ è come il ‘pin’

L’esempio della polizia è semplice e capita sovente a molti.

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“L'operatore vi domanda: "Lei è per caso il signor Tizio, residente in via Tal dei Tali?”. Sappiate che la registrazione è appena cominciata e rispondendo “sì”, con la vostra autentica voce, non state facendo altro che confermare i dati. Subito dopo, l’operatore vi chiederà il codice pod riportato sulla bolletta, che in questo caso è come il pin del bancomat, e serve ad identificare il posto fisico in cui avviene il prelievo della corrente elettrica. Quindi serve ad identificare il vostro immobile e non cambia neppure se cambia l’intestatario del contratto. Se lo rivelate, anche per telefono, potranno utilizzarlo e sarete spacciati. Il vostro nuovo contratto partirà a breve”, scrive la polizia postale.

Recedere dal contratto

Che succede dopo essere caduti nella trappola? Il contatto si attiva e l’utente, spesso ancora ignaro, viene trasferito al nuovo gestore. A questo punto, se volete tornare al contratto e al gestore precedente, sarete costretti a recedere dal contratto. Come fare? “Basterà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede legale dell'azienda, ovviamente dopo che avrete scoperto di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore – conclude la polizia postale, che consiglia -. Il pod custoditelo come il pin del vostro bancomat e se vi chiamano e vi domandano il vostro nome, invece di rispondere “sì”, chiedete subito “con chi ho il piacere di parlare?”. In questo modo, la registrazione sarà nulla”.