Proseguono le indagini dell'antiterrorismo italiano sugli spostamenti e i contatti in Italia di Anis Amri, autore della strage di Berlino, costata la vita a ben 12 persone, tra cui la nostra connazionale Fabrizia Di Lorenzo. E, proprio in queste ore, dalle verifiche sui telefoni dei soggetti, che con lui erano stati in contatto, sono emersi particolari inquietanti sulla fitta rete di appoggi, tutti da accertare, forse anche nella capitale italiana, che avrebbero aiutato il tunisino nei suoi spostamenti prima e dopo la strage. Ancora non sono ben chiari i passaggi intermedi di Amri prima dell'eccidio, ma, secondo una prima ricostruzione, l'uomo dalla Sicilia sarebbe passato in Calabria, per raggiungere successivamente Roma, dove quasi certamente era atteso.

Gli interrogativi

Ci si chiede se possano esservi cellule fondamentaliste nella nostra nazione e, ovviamente, cresce la preoccupazione in merito a una loro eventuale esistenza. Alla luce della ricostruzione degli spostamenti di Amri, si ipotizza che la strage possa essere stata pianificata e, qualora risultasse veritiera una tale ipotesi, non si sarebbe trattato dell'azione terroristica di un lupo solitario. Il Tunisino sarebbe stato, quindi, l'esecutore materiale di un progetto, nato probabilmente da una serie di contatti e incontri. Amri era ben noto per la sua pericolosità a tutta la polizia italiana e si era radicalizzato proprio nel carcere di Agrigento.

Le paure

Si teme per la nostra nazione, finora 'miracolosamente' non insanguinata dalla barbarie del terrorismo.

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Si paventano infatti infiltrazioni fondamentaliste, che potrebbero rappresentare una seria minaccia per il nostro territorio. L'imprevedibilità del terrorismo è proprio il suo pericolo maggiore, ma le indagini, svolte dall'antiterrorismo italiano e dalla Digos, proseguono con grande solerzia. Indagini, ovviamente, avvolte dal riserbo e che lasciano ben sperare per la nostra sicurezza, ma non è da sottovalutare l'abilità pianificatrice dei terroristi e la loro capacità di collegamenti internazionali.