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Syoux a cavallo che con il tipico grido cacciano dalla loro terra natìa gli invasori. Non è un film, è ciò che è accaduto in North Dakota negli ultimi mesi. Il Dakota Access Piperlain è il progetto di un oleodotto di circa 1.200 km, che attraverserà 4 stati e soprattutto costerà 3.2 miliardi di dollari. Sul percorso della costosa costruzione però, si trova la riserva dei Syoux, la Stending Rock. Dalla scorsa primavera nativi, attivisti e ambientalisti hanno avviato le loro rimostranze, costruendo un vero e proprio campo di protesta. Nonostante i vari tentativi delle forze dell'ordine di sgombrare l'area, tra l'altro di proprietà pubblica, i manifestanti hanno continuato la loro occupazione raccogliendo consensi e alleati.

I Syoux vogliono preservare la loro terra, i luoghi sacri dove riposano gli antenati e soprattutto vogliono scongiurare il rischio di eventuali inquinamenti del fiume Missouri e del lago Oahe, loro principali risorse idriche.

La decisione

Il genio civile americano, L'Army Corps Of Engineers, dopo sei mesi di braccio di ferro fra i colossi energetici investitori del progetto, ed i nativi, hanno comunicato la decisione di sospendere la costruzione dell'oleodotto nell'area della riserva. Dopo la decisione, le autorità hanno esortato i manifestanti ad abbandonare l'area in vista del rigido inverno. I manifestanti però indugiano.

Una vittoria temporanea?

"Il miglior modo di completare il progetto rapidamente e responsabilmente, è esplorare percorsi alternativi per il passaggio dell'oleodotto" ha detto Jo-Ellen Darcy esponente dell'Army Corps.

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L'oleodotto verrà completato quindi, ma davvero lontano dalla riserva? La decisione è ben lungi dall'essere definitiva, si è scoperto infatti che il neo presidente Trump ha interessi economici nel progetto. Questo significa che nel prossimo mese, le sorti della riserva potrebbero essere riconsiderate. Per il momento comunque, quanti hanno sostenuto la causa festeggiano la vittoria della battaglia davanti al mondo intero.