Il lavoro dei giovani è uno dei temi principali della politica e dell'economia di una nazione, la "parola chiave", come definisce Gentiloni, presidente temporaneo del Consiglio dei Ministri italiano. Si parla dunque spesso della mancanza del lavoro e del dilagare di una disoccupazione generalizzata, ma cosa succede se per qualcuno invece la situazione è capovolta, ovvero c'è troppo lavoro? La risposta risiede in un fatto di cronaca che coinvolse una lavoratrice giapponese e oggi il Presidente dell'azienda per cui lavorava ha preso una decisione.
Lavoro, dimissioni causate da un suicidio
L'accaduto riguarda la Dentsu Inc, una società pubblicitaria giapponese. Nella sua squadra di dipendenti si era aggiunta Matsuri Takahashi una ragazza giovane, 24 anni, la quale aveva concluso i suoi studi universitaria brillantemente. Era stata assunta da alcuni mesi e si è ritrovata subito di fronte a una situazione di lavoro massacrante che l'aveva portata a raggiungere le 105 ore di straordinario mensile. Fino a quando il giorno di Natale dell'anno scorso decise di farla finita e di gettarsi dal terrazzo del dormitorio aziendale, luogo in cui riposava poiché le ore che svolgeva non le permettevano di rientrare a casa. Oggi, 29 dicembre 2016, Tadashi Ishii, Presidente della Dentsu Inc, ha deciso di dimettersi riconoscendo le sue responsabilità.
Egli sostiene di aver fallito, di non essere riuscito ad eliminare le pesanti condizioni di lavoro che la sua azienda infliggeva ai dipendenti. Così si è rivolto alla famiglia della ragazza per chiedere scusa attraverso un comunicato stampa. Dalle indagini si è infatti scoperto che i superiori della ragazza le intimavano di dichiarare meno ore rispetto a quello che faceva realmente. In seguito a questo accaduto gli accertamenti all'interno della società sono continuati e oggi il Governo giapponese ha deciso di attuare degli interventi di emergenza per contrastare definitivamente il fenomeno delle gravose condizioni lavorative imposte all'interno delle aziende giapponesi, tra cui il riconoscimento delle malattie cardiovascolari e del suicidio come conseguenze dello stress sul lavoro.