La povertà non è scevra dalla ricerca di un po’ di divertimento e in un ambiente freddo e inospitale come può essere il distretto Leninsky di Irkutsk, una città della Russia siberiana centrale, l'alcol rappresenta un valido motivo per scaldarsi, far baldoria e dimenticare un po’ una vita non proprio fortunata.

Ma quando alla sfortuna si aggiunge l’ignoranza, intesa come mancata o scarsa conoscenza di fatti e cose, una serata come quella si può trasformare in un’autentica tragedia, così come è successo a poco meno di un centinaio di persone, già vittime del degrado e della piaga dell’alcolismo.

L'alcol era un’essenza usata nelle saune

Boiyariyshkin è il nome russo per il biancospino, un’essenza aromatica utilizzata generalmente nelle saune per rendere l’aria profumata e dagli effetti rilassanti ma nel distretto Leninsky a Irkutsk è stata tracannata a volontà come fosse stata vodka.

In 16 sono finiti all’ospedale, ricoverati per intossicazione, mentre per 33 persone non è rimasto che constatarne il decesso.

Le bottiglie della sostanza in questione, stando alle autorità, riportavano la dicitura “non destinato ad uso interno” ma quando la sete d’alcol chiama, evidentemente nessuno ha fatto caso a quella scritta, con effetti devastanti.

Un concentrato letale

Le autorità avrebbero riferito che, al di là del reale contenuto, le bottiglie di Boiyariyshkin potrebbero essere state addirittura contraffatte.

Dalle ricerche effettuate dal Comitato di indagine, la sostanza si sarebbe rivelata un concentrato letale a base di metanolo, che la cittadinanza ha cominciato ad utilizzare recentemente al posto della più costosa vodka di marca.

Il fenomeno, come sottolineano le autorità, si è diffuso tra persone in condizioni economiche precarie e al di sotto della soglia di povertà.

Una storia indubbiamente di grave disagio sociale che potrebbe rappresentare solo la punta di un più drammatico e vasto iceberg.

I casi di avvelenamento di questo genere sono purtroppo molto frequenti e il premier Medvedev ha già lanciato un allarme, confermando l’intenzione di proibire sostanze come quella che ha ucciso le 33 persone.