Un attentato ha provocato sei vittime alla grande moschea di Québec City, in Canada: i responsabili dell'attacco non sono ancora stati catturati, anche se due persone sono state fermate in mattinata, ma si pensa che potrebbero appartenere ad alcune associazioni di suprematisti e nazionalisti che non sopportano la presenza dei fedeli islamici nella città canadese.

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Secondo i responsabili della moschea al momento dell'attentato nel luogo di culto erano riunite in preghiera almeno un centinaio di persone perché la moschea è molto frequentata e raccoglie fedeli musulmani da tutti i quartieri della città e dai dintorni.

Clima di tensione alle stelle

Da qualche tempo in Canada si è creato un clima di tensione che sta contrapponendo i cittadini cristiani a quelli musulmani e già altre volte alla moschea erano giunte minacce di attacchi e ritorsioni che però fino ad oggi non si erano mai concretizzate.

L'arrivo dei soccorsi dopo l'attacco alla moschea di Quebec City.
L'arrivo dei soccorsi dopo l'attacco alla moschea di Quebec City.

Durante il periodo del Ramadan alla moschea era stata recapitata una testa di maiale mozzata accompagnata da una lettera minatoria che invitava chiaramente i fedeli musulmani a lasciare la città, ma nessuno aveva pensato che fosse in preparazione un vero e proprio attentato.

Polemiche contro il governo canadese

Il Primo Ministro canadese Justin Trudeau, alla notizia che il nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di bloccare per qualche mese i visti per l'ingresso di migranti musulmani negli Stati Uniti, ha dichiarato che il Canada è pronto ad accogliere coloro che saranno rifiutati da Washington ma la sua decisione non è affatto piaciuta alla parte più tradizionalista della popolazione canadese.

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I più conservatori hanno lamentato un eccessivo buonismo del governo canadese e hanno manifestato la loro paura che nella marea umana dei rifugiati si possano nascondere potenziali terroristi intenzionati a compiere attentati nelle maggiori città canadesi.

La difesa via Twitter di Trudeau

Il Primo Ministro si è difeso dalle polemiche sul famoso social network Twitter: ha invitato i suoi compatrioti a mantenere la calma e a non generalizzare, spiegando che non tutti i musulmani che ogni giorno chiedono asilo politico in Canada sono terroristi o simpatizzanti di organizzazioni terroristiche.

In un suo successivo "cinguettio" Trudeau ha scritto: ''Stasera i canadesi piangono per le persone uccise in un attacco codardo in una moschea a Quebec City. I miei pensieri sono per le vittime e le loro famiglie'', e ha poi parlato di un attacco terroristico contro i musulmani" e di "violenza insensata".

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