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Alle 21:45 del 13 gennaio 2012, la costa concordia urtò gli scogli dell'Isola del Giglio. Le Scole sono un gruppo di scogli disabitati che si trovano a poca distanza dalla costa dell'isola toscana. Il cosiddetto "inchino", tipica pratica di avvicinamento alla costa delle navi da crociera, costò caro all'ormai ex-capitano Francesco schettino. L'impatto squarciò la nave, aprendo una falla di più di 70 metri sul lato sinistro dello scafo, e facendola arenare nei pressi di Punta Gabbianara, rischiando di inabissarsi a 100 metri di profondità. A bordo erano presenti 4.229 persone (3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio): in 32 persero la vita, 157 i feriti.

Il ricordo di quel giorno

Sin dal 2013, presso l'Isola del Giglio, i cui abitanti furono impotenti spettatori e poi virtuosi soccorritori, si tiene ogni anno una commossa messa di suffragio presso la Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano. Lo smantellamento della Costa Concordia al Porto di Genova, intanto, volge al termine. A Punta Gabbianara verrà depositata una corona di fiori per ricordare le vittime innocenti di un atto scellerato: una fiaccolata silenziosa giungerà fino alla lapide al molo rosso, perenne testimonianza della tragedia. Alla cerimonia è prevista anche la partecipazione istituzionale del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

Che fine ha fatto Francesco Schettino?

Dal "vada a bordo" del Capitano De Falco, dal 2012 di Francesco Schettino si sono avute notizie variegate.

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Prima l'indignazione popolare a seguito della bufala diffusasi online, secondo la quale l'ex-capitano avrebbe tenuto una "lectio magistralis" alla Sapienza di Roma, poi la pubblicazione di un'autobiografia, "Le verità sommerse", in cui vengono raccontati 30 anni di vita a bordo delle navi.

Dopo la prima sentenza processuale, confermata in Corte D'Appello, che prevede la detenzione per la durata di 16 anni e 1 mese, di Francesco Schettino si sono perse le tracce. L'accusa aveva chiesto 27 anni di carcere, la difesa l'assoluzione, ma mentre si attende la pronuncia definitiva della Cassazione, prevista per il 20 aprile, l'ex-capitano si è reso irraggiungibile dai media e dai giornali. Di lui ricordiamo le ultime dichiarazioni dopo la conferma della sentenza in secondo grado: "sono morto quella notte".