La missione di assistenza dell'ONU per l'iraq (Unami) ha reso note, la scorsa domenica, le cifre riguardanti le morti causate nel Paese asiatico dal terrorismo e dalla violenza nel corso dell'anno solare 2016.

Almeno 6.878 i civili

Il numero delle persone civili uccise rimane tuttavia un dato parziale, dal momento che, come ha precisato l'Unami, il bilancio non può prendere in considerazione il computo delle vittime di una provincia irachena dell'estremo occidente, il governatorato di al-Anbar (per quel che concerne i mesi di maggio, luglio, agosto, dicembre).

I numeri, già di per sé allarmanti, sarebbero dunque ancor più elevati, qualora fosse possibile prendere in esame anche le morti per altre cause, pur sempre riconducibili alla violenza, quali la precarietà o addirittura la totale mancanza di assistenza medica, la scarsità di cibo e acqua, fra le altre. Tutti fattori strettamente legati alla situazione socio-politica in Iraq, effetti secondari della guerra e del terrore.

Oltre 14 mila i feriti

La stessa missione ha inoltre precisato che il numero delle persone ferite supera le 14 mila unità, senza però indicare quanti militari e quanti civili.

Secondo un membro del Comitato per i diritti umani del parlamento iracheno, Habib al-Torfi, di fronte a tale evidenza numerica l'ONU dovrebbe rivedere le proprie strategie atte a contrastare il prorompente terrorismo dell'autoproclamato Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS o Daesh in lingua araba).

Il delegato ha aggiunto, nella sua dichiarazione, che analizzando le cifre diramate dall'Unami, appare innegabile che le Nazioni Unite non stanno assumendo pienamente le proprie responsabilità.

Il terrorismo in Iraq è una costante dal 1999; il gruppo jihadista salafita, le cui radici vanno ricercate nell'organizzazione al-Qa'ida in Iraq, ha unilateralmente proclamato la formazione di un califfato nel giugno del 2014.

Oltre all'ONU, sono molti i Paesi e le organizzazioni internazionali del mondo che considerano lo Stato Islamico un'organizzazione terroristica, tra i quali l'Unione Europea.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto