Domenica di terrore a Gerusalemme. Ancora una volta le vie della città santa sono state macchiate dal sangue delle vittime dell'odio. Lungo la promenade, che ha il suo affaccio sulla parte vecchia della città, oggi, 8 gennaio, intorno alle 13,30, ora locale, un camion, munito di gru e guidato da un palestinese, ha travolto alcuni militari, fino a questo momento sembrano essere 4, di cui tre donne e un uomo, ferendo circa 15 civili.

Ne dà notizia la portavoce della polizia locale israeliana, Galit Ziv, la quale ricostruisce anche la dinamica degli eventi, evidenziando la matrice terroristica dell'attentato.

Gli eventi

Artefice dell'attacco, secondo quanto riferisce l'agenzia palestinese Maan, sarebbe stato Fadi al-qanbar, di circa 28 anni, residente nel quartiere Jabel Mukaber, nella zona est di Gerusalemme, da sempre considerata area 'calda' della città e territorialmente contesa.

Il giovane, alla guida del mezzo, già noto alla polizia locale per le sue posizioni estremiste, avrebbe visto i militari, tutti ventenni, scendere da un autobus lungo il viale e, con rapidità estrema, avrebbe accelerato nella loro direzione, investendoli. Poi, non contento, dopo aver ingranato la marcia indietro, sarebbe tornato a investirli e solo a questo punto sarebbe stato colpito a morte dai proiettili di altri militari scampati all'eccidio.

L'azione terroristica di oggi ha avuto il plauso delle Brigate Qassam, ala combattente di Hamas, che hanno definito Fadi un eroe dell'Intifada, un mujahid.

La situazione a Gerusalemme

A Gerusalemme si respira un'aria inquinata dall'odio, dalla prevaricazione. E gli scontri sono parte integrante di una quotidianità scandita dalla paura. I numerosi posti di blocco e i continui controlli, spesso effettuati da giovani israeliani armati di mitra, non garantiscono certo la sicurezza degli ebrei.

Le chiese cattoliche generalmente sono recintate per motivi di sicurezza e l'integralismo religioso, di qualunque espressione religiosa esso sia, rappresenta un limite al raggiungimento di una vita da vivere nella pace e nell'integrazione. L'attacco terroristico di oggi non è che l'ennesimo tassello di un puzzle ormai impazzito.

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