A rigopiano aumenta la speranza di ritrovare i sopravvissuti, i soccorritori avanzano senza sosta rispettando le norme di sicurezza, i parenti e la popolazione intera gioiscono per ogni vita salvata, ma nella confusione generale è inevitabile tracciare una prima analisi di quanto è accaduto per rispondere ad una lecita domanda: tutto questo dolore si poteva evitare?

L'analisi dei fatti

Perché lo spazzaneve non è mai arrivato?

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Chi ha ignorato gli allarmi meteo che segnalavano un pericolo slavine 4 su 5? E le turbine spazzaneve arrivate in soccorso rimaste senza gasolio? Perché? Perché l'allarme lanciato dopo a disgrazia è stato ignorato, e da chi? Perché oggi, la popolazione italiana si trova ad assistere a questa tragedia? A pochi giorni dalla valanga che ha travolto nel pomeriggio del 18 gennaio l'Hotel Rigopiano sono in molti a cercare delle risposte, per comprendere, per analizzare e continuare a sperare che tutto possa andar bene.

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Cosa è successo a Rigopiano

Il primo dato di fatto importante è che l'intera struttura situata ai piedi del Gran Sasso non aveva subito alcun danno dopo le scosse si terremoto avvertite in Abruzzo e nelle Marche nei giorni precedenti il disastro. Ma ecco cos'è accaduto a Rigopiano: al mattino presto le linee telefoniche risultano interrotte, alle 10.30 le prime scosse di terremoto, gli ospiti vengono convocati nella hall per effettuare il check out e abbandonare la struttura mentre il personale si raduna per l'emergenza nel bar, viene chiesto l'intervento di uno spazzaneve e l'appuntamento è fissato per le ore 15.00 ma rimandato prima alle 17.00 e poi alle 19.00.

Purtroppo le strade sono bloccate e gli ospiti e il personale del Rigopiano non possono andare via. Alle 17.25 arriva la valanga, il resort è stato travolto e delle 35 persone presenti all'interno non ci sono notizie, tutto è distrutto. A lanciare l'allarme è Giampiero Parete, il primo sopravvissuto che al momento dell'impatto si trovava in macchina e contatta un suo amico e datore di lavoro Quintino Marcella. Le prime chiamate di aiuto vengono fraintese e sottovalutate, i soccorsi arrivano due ore dopo alle 19.30 circa.

L'albergo distrutto

Dunque, stando a quanto accaduto, perché l'allarme lanciato da Quintino Marcella non è stato subito preso in considerazione? La risposta che ha ricevuto al primo tentativo telefonico fatto al Centro del coordinamento della Prefettura è stata la seguente: "Abbiamo chiamato due ore fa l'albergo, era tutto a posto". Perché lo spazzaneve non è mai arrivato all'appuntamento delle 15.00?

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Se avesse liberato la strada gli ospiti e il personale della struttura sarebbero sicuramente tutti salvi. Perché le turbine arrivate a spianare la strada ai soccorritori sono rimaste ferme senza gasolio ritardando l'arrivo degli aiuti costretti a proseguire a piedi?

Sono domande lecite, oggettive e reali che chiunque osservi da lontano la tragedia della valanga di Rigopiano si pone ma spetterà alla legge ora trovare le giuste risposte e capire di chi può essere stata la colpa di tanto dolore, mentre alle famiglie delle persone ancora scomparse sotto le macerie non resta che attendere con il fiato sospeso e continuare a sperare che i soccorritori, gli eroi, gioiscano ancora estraendo i dispersi dell'hotel Rigopiano.

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