Sono ormai diffusi capillarmente in tutta Italia i ristorani pseudo giapponesi ma gestiti da cinesi in cui si può mangiare sushi a 9 euro, tutto incluso. Nella popolare trasmissione La Gabbia, condotta da Gianluigi Paragone, è stato mandato in onda un reportage girato nelle cucine dei suddetti ristoranti . GIl servizio è stato realizzato accompagnando gli ispettori della Asl nelle ispezioni ai ristoranti di sushi “all you can eat”, quelli che permettono di mangiare senza limiti con basse cifre.

Le ispezioni hanno evidenziato moltissime carenze ma addirittura comportamenti illegali, con utilizzo di cibo scaduto, maleodorante di pessima qualità.

innanzitutto nei frigoriferi sono stati trovati contenitori di materiale non identificato, dal momento che non erano state apposte le etichette obbligatorie ne la data di scadenza. Inoltre nel magazzino dispensa, sito nel sottosuolo, sono stati trovati congelatori con all'interno pollame in condizioni pessime, probabilmente ricongelato più volte. Ciò si è dedotto dalla fuoriuscita di materiale sieroso, poi ricongelato, all'esterno delle confezioni, dovuto proprio alle diverse fasi di scongelamento e ricongelamento.

Il materiale è stato sequestrato e poi distrutto

Il materiale è stato sequestrato e poi distrutto, insieme a pacchi di carne macinata in pessimo stato. L'abbattitore, obbligatorio nei ristoranti, era relegato in zone lontane dalla cucina con poco pesce all'interno e senza etichettatura obbligatoria: ciò rende molto pericoloso il consumo del pesce, con il rischio di contrarre soprattutto una parassitosi da Anisakis, che può rivelarsi mortale.

Insomma tutto il cibo e soprattutto il pesce usato per il sushi mostrava uno stato di conservazione non ottimale, se non evidentemente avariato. Ai ristoranti sono stati contestati i reati di alterazione del cibo e frode in commercio.

Controlli al mercato del pesce di Milano

Anche il mercato del pesce di Milano è stato sottoposto ad indagini perchè pare che non sempre la provenienza si quella indicata dai venditori.

I medici veterinari controllano per conto della Asl il pesce, che per il 20% è italiano e per l'80% è importato da stati soprattutto extraeuropei. Il controllo principale è fatto sull'Anisakis, la cui presenza può essere eliminata solo surgelando il pesce a -20 gradi per 24 ore nell'abbattitore. Anche lo sbiancamento dei molluschi e l'aggiunta di ammoniaca per ravvivare il colore purtroppo sono metodi utilizzati comunemente per dare un aspetto migliore al pesce che consumiamo, rendendolo spesso più tossico per il nostro organismo.