La scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante, soprattutto negli ultimi 100 anni, e pur avendo l’impressione che sia sempre più difficile oggi riuscire a scoprire qualcosa di nuovo, ci sono molti misteri legati soprattutto alla nostra esistenza che sono ben lontani dall’essere risolti. La teoria dell’universo Olografico ha sempre affascinato curiosi e scienziati, ma fino a questo momento veniva sempre vista come qualcosa di estremamente fantasioso che non aveva assolutamente nessun tipo di riscontro. Le cose però sembrano essere decisamente cambiate.

Un gruppo di scienziati internazionale di fisici, astrofisici e matematici ha trovato per la prima volta in assoluto quella che sembra essere una prova concreta che il nostro Universo potrebbe essere un ologramma, riporta il famoso portale Phys.org.

La prova per l'Universo Olografico

I ricercatori hanno creato un modello 3D per riuscire ad avallare la teoria dell’Universo Olografico. Apparsa all’inizio degli anni ’90, questa teoria suggerisce che stiamo vivendo in uno spazio dove tutta l’informazione che genera quello che noi chiamiamo realtà è contenuta limitatamente in una superficie di due dimensioni. “Immaginate che tutto quello che state vivendo, ascoltando e odorando in tre dimensioni (inclusa la percezione del tempo) sia in realtà un campo piano di due dimensioni”, ha dichiarato Kostas Skendris, professore di Scienze Matematiche dell’Università di Southampton (Regno Unito) e coautore dello studio.

Funziona esattamente come un normale ologramma: un’immagine in tre dimensioni viene proiettata da una superficie di due dimensioni. Certo in questo caso non è semplice secondo Skendris, riuscire a capire come l’intero Universo sia codificato. Grazie alle nuove tecnologie, gli scienziati sono riusciti ad ottenere moltissime informazioni contenute nel “rumore bianco” che esiste fin dal momento della creazione dell’Universo. Queste informazioni sono servite per capire che le più semplici teorie quantiche dei campi possono spiegare quasi tutte le osservazioni cosmiche dell’antico Universo.

Secondo Skendris, l’Universo Olografico potrebbe essere la chiave per combinare la teoria quantica dei campi con la teoria della relatività di Einstein. Indubbiamente questa scoperta permetterà incredibili salti in avanti per capire le origini di ciò che ci circonda.