Abderrahim Moutaharrik, il campione di kickboxing, era stato arrestato nel 2016 per presunti legami con l'Isis. Oggi è stato condannato a sei anni di reclusione con il rito abbreviato. La moglie a cinque. Il campione di origini marocchine è stato soprannominato "il pugile dell'Isis" perché durante gli incontri di boxe indossava sempre i colori del Califfato. Stamattina il gup di Milano Alessandra Simion ha emesso le condanne: sei anni di carcere per il pugile e cinque anni per sua moglie Salma Bencharki. Sospesa anche la potestà genitoriale. Oltre ai coniugi, sono stati condannati altri due presunti terroristi: Abderrahmane Khachia, condannato a sei anni di carcere e Wafa Koraichi, condannata a 3 anni e 4 mesi agli arresti domiciliari.

Gli obbiettivi della coppia

Secondo gli inquirenti, la coppia progettava diversi attentati in Italia: tra gli obiettivi c'era anche il Vaticano. I due, lo scorso anno, erano stati arrestati prima che potessero partire per unirsi all'Isis in Siria. Secondo gli investigatori, i due avevano pianificato di ritornare in Italia per colpire l'ambasciata di Israele a Roma e il Vaticano. L'avvocato del pugile, Sandro Clementi, ha riferito che il suo cliente si dichiara tuttora innocente. "È una sentenza annunciata - dice il legale - a cui ci appelleremo sicuramente".

L'ordine di attaccare

Secondo quanto riportato negli atti dell'inchiesta, Moutaharrik avrebbe ricevuto, ai primi di aprile 2016 un ordine direttamente dal Califfato attraverso dei messaggi su WhatsApp.

In un messaggio, Mohamed Koraichi (un foreign fighter) ordina di compiere un attentato kamikaze in Italia. La risposta del pugile sarebbe stata: "Lo farò, giuro che attaccherò il Vaticano". La difesa dell'imputato è stata: "Erano solo parole, non significano niente".

L'8 aprile 2016, il pugile avrebbe anche ricevuto, tramite un messaggio su WhatsApp, una sorta di lunga poesia (soprannominata dagli inquirenti "poema bomba"). Il testo che incita ad attaccare gli infedeli in Italia, è contenuto nell'ordinanza di arresto.