Muro, barriera, protezione, difesa: tanti nomi da dare a uno stesso 'chiodo fisso' di Trump: il confine da innalzare contro un nemico, che sia l'uomo, la natura o tutte e due messi insieme. Il magnate Donald, prima di diventare il 45 esimo presidente Usa, molto prima della faccenda del Messico, aveva già intenzione di costruirne uno di muro. Nella baia di Doughmore a Doonbeg, in irlanda, dove ha realizzato il suo Trump International Golf Links Ireland, resort e campo da golf, situato in un ecosistema fragile, 'minacciato' dalla natura: l'Oceano erode la costa e le dune dove è situato.
Trump e 'il muro' di ambientalisti, surfisti e chiocciole
A circa 8000 chilometri dagli Stati Uniti, dall'altra parte dell'oceano Atlantico, a Doonbeg nella contea di Clare, in Irlanda, è in corso un dibattito tra residenti e ambientalisti. Tre anni fa, infatti,Trump ha comprato il resort e campo da golf situati lungo una spiaggia di circa 5 chilometri in un luogo di grande suggestione paesaggistica fatto di dune uniche quanto delicate perché l'oceano aggredisce la costa. In particolare, una serie di violente tempeste che si sono abbattute nel 2014, ha eroso la buca da golf numero 14, la 18, la 5 e la 9. La soluzione per Trump?
Un muro di roccia lungo 2 miglia, alto circa sette metri, di 200 tonnelate di peso.
Nella comunità locale di 765 anime, a cui il Trump International Golf Links Ireland dà lavoro, sono quasi tutti d'accordo con il presidente e dicono che ad opporsi siano gli ambientalisti, i surfisti e, incredibile ma vero, persino una minuscola chiocciola, protetta da una direttiva dell'Unione Europea, che verrebbe messa a repentaglio dalla costruzione del muro. Fatto sta che da 3 anni Trump prova a costruire questa barriera e non ci riesce: sarà per questi motivi che ce l'ha tanto sia con gli ambientalisti che con l'Unione Europea?
"Non siamo né fan né nemici di Trump - dice John Flanagan, un agricoltore locale - si tratta di tutelare la nostra costa, dobbiamo risolvere il problema dell'erosione.
Non importa chi, qualcuno deve rallentarla", dice preoccupato che tra 20 anni il territorio non ci sarà più. Invece Tony Lowes direttore di Friends of the Irish Environment, un'associazione ambientalista, era contrario alla costruzione del resort prima, e ora di quella di un muro: le dune sono una naturale barriera contro l'erosione.
Dal tentativo di fare un muro 'abusivo' ai progetti in forse
Dopo un primo tentativo fallito di ergere un muro senza permesso di costruzione, Trump ha presentato nel maggio 2016 un progetto per innalzarne uno adiacente a un tratto di spiaggia pubblica. Le autorità locali hanno sollevato preoccupazioni e chiesto un chiarimento su 51 punti del piano. Trump ha avuto 6 mesi per rispondere ma ha ritardato la risposta a dicembre 2016.
Il mese dopo, quando era già diventato presidente, ha presentato un nuovo progetto per costruire due pareti di roccia supportate da una struttura di metallo da un'estremità all'altra delle dune per circa mezzo miglio; un piano ridimensionato su cui le autorità dovranno decidere il prossimo mese. Ma per gli ambientalisti, un piano in scala ridotta non è meno nocivo.
Non c'è dubbio che il campo da golf di Trump incrementi l'economia locale, ma per gli esperti di coste un muro non rallenta l'erosione né ferma l'inondazione. E se questo tipo di 'scudi' di roccia sono all'ordine del giorno in Irlanda, gli ambientalisti sottolineano che mai in prossimità di dune protette.
Dave Flynn, un ingegnerie civile che è anche responsabile dell' 'Irish Surfing' sostiene che il muro cambierebbe un sistema di marea unico al mondo, devierebbe il corso delle onde e sarebbe una piaga sia per la natura che per i surfisti che vengono qui da tutto il mondo.
Se il progetto sarà completato come Flynn e chi è contrario credono, segnerà la fine di uno dei migliori sistemi di dune lungo la baia di Doughmore. Per gli oppositori, realizzarlo per far giocare a golf un gruppo di miliardari non è un valido motivo.