Lo chiamavano lo "sceicco cieco" a causa di quell'infermità che non gli aveva impedito di assurgere a un ruolo di primo piano nella strategia del terrore. Il suo nome, Omar Abdel Rahman, era piuttosto noto negli ambienti dell'estremismo islamico.

Da anni rinchiuso in un carcere di massima sicurezza nel North Carolina, era considerato altamente pericoloso proprio per quel carisma naturale che gli aveva consentito di diventare leader indiscusso del gruppo Al-Jamaa al-Islamyya, un movimento terroristico egiziano, artefice del primo attentato alle Torri Gemelle.

Malato da diversi anni, la morte lo ha colto ieri sera, all'età di 78 anni, e con lui si chiude un'amara parentesi di orrore e morti ingiustificabili.

Omar Abdel Rahman

Egiziano di nascita, capo di una temibile organizzazione terroristica, lo "sceicco cieco" era stato condannato all'ergastolo, perché considerato la mente del primo attacco alle Torri Gemelle, compiuto nel febbraio del lontano 1993, che costò la vita a 6 persone.

L'uomo vantava un "curriculum" di tutto rispetto negli ambienti del terrorismo islamico ed era considerato, a tutti gli effetti, una vera guida spirituale per i suoi fedeli. Già nel 1986 era stato imprigionato in Egitto con l'accusa di aver progettato l'assassinio dell'allora presidente Sadat e, successivamente, nel 1993, fu sospettato di aver complottato per organizzare anche l'uccisione del presidente Mubarak.

Dopo la scarcerazione si diresse in Afghanistan, dove strinse intensi rapporti di alleanza con Osama Bin Laden, che aveva visto in lui una vera e propria fonte d'ispirazione per l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001. Qualche anno dopo Rahman si trasferì negli States, dove cominciò a mietere proseliti del terrore, predicando in alcune moschee americane.

Solo dopo il sanguinoso attentato del '93 al World Trade Center venne arrestato e condannato all'ergastolo, con l'accusa di aver cercato di organizzare una guerra di "terrorismo urbano ai danni degli Stati Uniti".

Il primo attentato alle Torri Gemelle

Il 26 febbraio del 1993, in un parcheggio sotterraneo delle Torri Gemelle, un pulmino carico di oltre 600 chili di esplosivo seminò morte e distruzione. Furono 6 le vittime ma, nelle intenzioni dei terroristi, avrebbero dovuto essere molte di più.

Si doveva ferire a morte l'America, colpendola nei suoi edifici più rappresentativi, ovvero le Torri Gemelle. L'obiettivo era quello di far cadere la Torre 1 sulla Torre 2, come sarebbe poi avvenuto durante l'attentato del 2001 orchestrato da Al Qaida.

Malgrado il fallimento del primo attacco, l'America fu scossa da un brivido di orrore, e colui che aveva organizzato la carneficina, lo "sceicco cieco", dopo tempestive indagini fu tradotto in carcere dove è morto ieri sera per cause naturali, secondo il comunicato ufficiale diffuso dalle autorità statunitensi.

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