Matteo Renzi avrebbe intessuto uno stretto rapporto con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, finalizzato a chiudere contratti milionari e anche al salvataggio del Monte dei Paschi di Siena. Affare poi saltato a seguito della clamorosa sconfitta del fronte renziano del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. È questa la notizia principale che emerge da un lungo articolo pubblicato da L’Espresso e da alcuni retroscena forniti dall’informatissimo blog di Roberto D’Agostino, Dagospia. Ma dalla Qatar connection raccontata dal giornalista Vittorio Malagutti emerge anche il giallo del Four Seasons di Firenze, l’hotel di lusso a 5 stelle dove l’ex premier, nel suo ufficio privato, avrebbe incontrato più volte referenti della dinastia qatariota.

Questi ultimi, tra i lucrosi affari conclusi nel Belpaese, alla fine hanno acquistato anche Palazzo della Gherardesca, lo storico fabbricato che ora ospita il Four Seasons, messo in vendita dai proprietari, i fratelli Corrado e Marcello Fratini, amici in affari proprio di Renzi tramite, scrive L’Espresso, “l’uomo d’affari” Jacopo Mazzei. Ma la lista degli acquisti di pregio targati Qatar è lunga.

I primi contatti tra Renzi e al-Thani e il caso Mps

Il primo colloquio riservato tra i due capi di governo sarebbe avvenuto a Parigi nel novembre 2015, durante la Conferenza sul clima. La visita ufficiale del sovrano del Qatar a Roma arriva appena due mesi dopo, nel gennaio 2016. Seguono innumerevoli contatti telefonici, noti e meno noti. E fioccano affari e investimenti di cui daremo conto in seguito.

Il più lucroso, almeno per il governo italiano, sembrava essere quello legato al salvataggio di Mps. Secondo Dagospia, Renzi avrebbe compiuto un viaggio-lampo in Qatar il 19 gennaio scorso: notizia né smentita, né spiegata dal diretto interessato. Fatto sta che il fondo di investimento controllato dalla dinastia residente a Doha avrebbe dovuto investire un miliardo di euro per salvare Mps dal crack.

Operazione poi sfumata e spiegata così da Renzi il 15 gennaio: “Avevamo creato le condizioni per un investimento estero importante, il fondo del Qatar, che ha detto no il giorno dopo il referendum per l’instabilità politica”. Ma le motivazioni fornite dall’allora premier, ovvero l’instabilità italiana, non convincono perché, proprio nello stesso periodo, il Qatar ha continuato l’assalto alle ricchezze tricolori.

Dagli hotel di lusso alla compagnia aerea Meridiana, tutto targato Qatar

Oltre al già nominato Four Seasons, i sovrani del Qatar hanno messo le loro mani dorate su altri alberghi storici come il Baglioni e il St Regis Florence di Firenze, il Westin Excelsior e il Grand Hotel St Regis di Roma, Palazzo Gritti a Venezia e il famoso Gallia di Milano dove, sui grattacieli di Porta Nuova, sventola la bandiera qatariota. Previsto per fine marzo l’acquisto del 49% della compagnia aerea Meridiana da parte della Qatar Airways che decollerà anche da Pisa, aeroporto controllato dalla Aeroporti di Firenze di Marco Carrai. Ma anche Fincantieri e Leonardo fanno affari d’oro con le commesse militari foraggiate da al-Thani e famiglia. In ballo ci sarebbe persino la presidenza dell’Unesco, con Renzi nelle vesti di sponsor del Qatar.

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