Un nuovo scandalo ha travolto il Dipartimento di Difesa statunitense: alcuni Marines hanno pubblicato in una pagina segreta di Facebook foto delle loro colleghe nude, a loro insaputa. La Difesa ha aperto un'indagine sulle foto per risalire ai responsabili. La pagina di Facebook incriminata si chiama "Marines United" ed è un gruppo chiuso a cui appartengono solo Marines, cioè militari della marina e British Royal Marines. I fotogrammi sono stati immediatamente rimossi e l'NCIS, il Naval Criminal Investigative Service sta ora cercando i colpevoli.

Le autorità non hanno commentato l'andamento delle indagini, hanno solo ritenuto irrispettose le foto; ora i soldati colpevoli rischiano di dover affrontare la corte marziale. Qualcuno in queste ore già sta pagando: dal momento che i commenti non sono anonimi, qualche soldato è stato rimosso dagli incarichi dopo averne postato alcuni offensivi e denigratori. Il sergente Green ha dichiarato che questo tipo di comportamento è estraneo ai principi del corpo dei Marines e per questo i responsabili devono avere una giusta punizione. Ad attirare le ire dei vertici più alti non sono state solo le foto ma soprattutto i commenti osceni postati sotto le immagini. Le soldatesse che si sono riconosciute nelle immagini sono almeno dodici e rimane ancora ignoto se le foto siano state scattate con l'inganno o sottratte alle colleghe.

Gli scandali dei Marines

Questo è l'ennesimo scandalo a cui segue un'altra bufera che ha investito il corpo militare statunitense. Ormai è da tempo che vengono commessi crimini simili a questo, che vedono scandali ed abusi contro le donne soldato. Solo nel corpo dei Marines, secondo i dati della difesa, nel 2011 ci sono state 3.192 denunce di violenza, molte di più dell'anno precedente, e c'è chi sospetta che quello che viene reso noto sia solo un decimo di quello che accade "sottocoperta".

Probabilmente la maggioranza delle vittime sceglie il silenzio, favorendo così il ristagno di atteggiamenti maschilisti in un ambiente che fa molta fatica ad accettare la presenza delle donne.