La piccola Marwa, di soli 15 mesi, vive grazie alle macchine che respirano per lei. La bimba è stata colpita qualche tempo fa da un virus che le ha provocato gravi danni cerebrali ed ora è al centro di una controversia giudiziaria tra i medici dell'ospedale che vogliono staccare la spina e i genitori che vogliono dimostrare che la bimba sta migliorando e che supportano la loro tesi con una petizione firmata da 240mila persone.

Una bimba che vuole vivere

Se da un lato la famiglia di Marwa, che è di origine algerina, non si arrende e non perde la speranza, dall'altra I medici vogliono mettere fine all'accanimento terapeutico da tempo.

I genitori affermano che il prolungamento delle terapie ottenuto già una volta abbia portato la piccola a migliore le sue condizioni fisiche, lo bambina ora è sveglia e sorride.

E evidente che questi primi miglioramenti riscontrati su Marwa non saranno sottovalutati dai giudici del Consiglio di Stato francese è così le speranze di tenere in vita la piccola bimba si fanno più concrete. L'ultima parola spetta dunque ad un tribunale che avrà potere di vita o di morte su una bimba di 15 mesi.

Una legge sulla libertà di scelta

Pochi giorni fa abbiamo dovuto assistere al suicidio assistito di Fabiano Antoniani, il Dj che non voleva più vivere per le gravissime condizioni fisiche in cui si trovava: DJ Fabo si è recato in Svizzera per poter attuare il suo diritto di scegliere cosa fare della sua vita.

In questo caso invece, la piccola Marwa (per volere dei suoi genitori che esercitano la patria potestà) vorrebbe continuare a vivere contro il parere dei medici e non è libera di farlo, anche a lei viene tolto il diritto di scelta.

Sono due casi disperatamente agli antipodi, ma da entrambe queste tristi vicende emerge chiaramente la necessità che gli stati legiferino per stabilire i diritti di ogni individuo di decidere sulla propria vita e nel caso non abbia l'età per farlo, come nel caso di Marwa, lo possano fare i propri genitori. un dibattito che proseguirà ancora per molto tempo.