Crea dubbi e polemiche il caso di Giacomo Nicolai, lo studente italiano ritrovato morto nella sua abitazione a valencia, dove soggiornava per arricchire il suo percorso di studi col progetto Erasmus. Gli investigatori spagnoli sostengono che il ragazzo si sia autoinflitto tre coltellate, con il chiaro scopo di commettere suicidio, ma la madre solleva dei dubbi sull'accaduto, e la Procura di Fermo apre un'inchiesta.

Il ritrovamento del corpo e l'ipotesi di suicidio

Lo studente, un ventiquattrenne originario di Fermo, è stato trovato morto per accoltellamento, riverso nel letto della camera che aveva affittato in un appartamento universitario di Valencia. A fare lo sconcertante ritrovamento sono stati due coinquilini, che hanno immediatamente allertato i soccorsi, i quali sono prontamente giunti sul posto ma nulla hanno potuto fare di fronte alla scena: Giacomo era già senza vita, disteso sul materasso insanguinato e con un coltello conficcato nel cuore.

La ferita mortale non è però l'unica rinvenuta sul cadavere del ragazzo, visto che sono state individuate in tutto ben tre coltellate. Gli inquirenti spagnoli hanno immediatamente ascoltato la versione dei coinquilini. che sostengono che la notte prima del decesso Giacomo fosse in camera da solo; e che nessuno abbia avuto accesso all'appartamento. Le autorità spagnole, in seguito ai rilievi preliminari sul luogo, hanno disposto l'esame autoptico, e hanno poi dichiarato che si tratterebbe di un suicidio.

Un portavoce delle forze dell'ordine di Valencia ha rilasciato dichiarazioni che lasciano poco spazio ai dubbi: "Fin da subito è sembrato trattarsi di un caso di Morte violenta e l'autopsia ha effettivamente confermato quest'ipotesi: una morte violenta di natura suicida senza intervento di terze persone". Nel dettaglio, l'autopsia avrebbe rivelato che Giacomo Nicolai si sarebbe autoinflitto "tre colpi con un coltello, l'ultimo dei quali sarebbe stato quello letale. Nessuna persona sospettata, dunque: si tratta di un suicidio".

La salma e il caso di Giacomo arrivano in Italia

Il rientro della salma di Giacomo è prevista per domani 24 marzo, e sarà accompagnata dai genitori che avevano raggiunto Valencia per seguire le indagini. Il padre del ragazzo, Stefano Nicolai, non ha dubbi sulla versione fornita dalle autorità spagnole, concordando che il suicidio sia evidente, e che su di esso ''non c'è alcun giallo da alimentare, né questioni da porre o chiarezze da chiedere''.

Non è della stessa idea la madre di Giacomo, Erminia Fidanza, che sta valutando l'idea di chiedere ''di rifare l'autopsia in Italia''. La donna fatica a credere che il figlio possa aver commesso un simile atto di autolesionismo, rilasciando dichiarazioni diametralmente opposte rispetto al marito: "Mio marito è convinto che Giacomo si sia ucciso: io meno. Sul corpo ci sono tre ferite da coltello, inferte con una lama di soli 7 cm: il primo colpo te lo puoi procurare, il secondo già mi pare difficile, ma il terzo...".

La procura di Fermo ha disposto l'apertura delle indagini che, come prevede l'iter prestabilito in caso di morte di un italiano all'estero, saranno presto demandate alla procura di Roma. L'ipotesi avanzata sia dagli inquirenti spagnoli che da quelli italiani, per cercare di dare senso a un suicidio così violento, è che Giacomo possa avere assunto delle sostanze stupefacenti, congettura non ancora confermata. La tragedia è avvenuta a un anno esatto dall'incidente d'autobus che, sempre a Valencia, ha portato alla morte di due studentesse italiane che, come Giacomo, aderivano al progetto Erasmus.

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