Due identità per confondere le acque e sfuggire alla giustizia: il killer di Budrio potrebbe avere un repertorio di falsi nomi. Ma sono due le identità note agli inquirenti, una delle quali vera: lui è il russo Igor Vaclevic, detto "Igor il russo"; ma è pure il serbo Ezechiele Norberto Feher. Sembra che questo sia il suo vero nome.

Da ieri, con queste due identità, è indagato formalmente per due omicidi: quello di Valerio Verri, la guardia ecologca uccisa sabato scorso nel Mezzano, per cui indaga la procura di Ferrara dove risulta agli atti come Igor; e l'altro di Davide Fabbri, il barista freddato una settimana fa nel suo locale di Budrio, per cui la procura di Bologna ha aperto un fascicolo a nome Ezechiele.

Lo spietato killer 'tradito' dal suo profilo Facebook

Gli inquirenti ritengono che il vero nome del killer di Budrio sia Ezechiele Norberto Feher. Sono arrivati a questa conclusione grazie a Facebook. C'è un profilo di un uomo che si chiama proprio Ezechiele Norberto Feher e dichiara d'essere un libero professionista, originario della città serba di Szabadka, che vive a Valencia.

Dalle sue foto pubblicate, non pare aver nulla del feroce killer che in una settimana ha ucciso due volte. Però poi nel diario virtuale, ostenta link ad armi da fuoco, a macchine da corsa e a 'death shooter, contract killer' ovvero chi uccide per contratto.

Due vite in una: stesse 'conoscenze' per Ezechiele e Igor

Dal profilo risulta anche che nel 2016, quando "l'altro", Igor, era latitante, Ezechiele abitava a Valencia.

Tra le foto da turista a Ferrara, ce ne è una con quello che lui stesso definisce "un vecchio amico": don Antonio Bentivoglio, cappelano del carcere dell'Arginone nel quale Igor è stato detenuto.

E ancora: alla data 6 luglio 2015, nella sua pagina Facebook è citato senza commenti il nome di Patrick Ruszo, un uomo che Igor conosce benissimo: Rutzo è un componente della banda con cui ha fatto rapine e per cui è ricercato dal 2015.

Una di questa finì con il rapimento e l'omicidio di un pensionato, Pierluigi Tartari, per cui Patrik Ruszo sconta in carcere l'ergastolo, mentre Igor fu scagionato. Non è confermato che sia un ex militare, ma è addestrato per uccidere ed è esperto di tecniche di sopravvivenza. La foto con il cappellano e il nome di Ruszo, sono per gli inquirenti conferme che Ezechiele sia Igor.

Latitante da due anni

Arrestato la prima volta a Rovigo nel 2007 per 5 rapine fatte nelle campagne tra Rovigo e Ferrara, fu condannato a 2 anni di carcere, oltre al primo decreto di espulsione. Un nuovo arresto nel 2010 dopo altre rapine violente: cinque anni e mezzo di reclusione e un altro foglio di via.

Uscito dal carcere nel 2015, doveva essere espulso dall'Italia, ma la Russia non lo ha accettato negandone la nazionalità. Da due anni è latitante: si nasconde nelle campagne emiliane che ormai conosce bene. Grazie a testimonianze fondamentali gli inquierenti hanno potuto attribuire al killer i due delitti. Da due giorni è in corso una gigantesca caccia all'uomo: purtroppo il killer è ancora in fuga malgrado ci siano 800 uomini impegnati a turno a ispezionare un'area di 15 chilometri quadrati tra le province di Bologna, Ferrara e Ravenna.

Coordinata dai Carabinieri, la ricerca sta impegnando anche forze speciali: paracadutisti del Tuscania, cacciatori di Calabria, personale del Gruppo intervento speciale (Gis), teste di cuoio della Polizia. Ma per ora Ezechiele-Igor l'ha fatta franca.

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