Dopo le tensioni che hanno avuto luogo a seguito del presunto bombardamento chimico in Siria - prontamente smentito dal presidente siriano Assad e da quello russo Putin - ed il conseguente bombardamento missilistico disposto da Trump contro obiettivi dell'aviazione siriana, la situazione internazionale sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente. Tanto che l'amministrazione americana starebbe allertando 150mila riservisti, i quali in questi giorni starebbero ricevendo delle missive che li informano della possibilità di essere chiamati in servizio entro breve termine. E' quanto sostiene con toni a tratti allarmistici il giornalista Marcello Foa, direttore del "Corriere del Ticino" e blogger de "Il giornale", che si domanda se stia per iniziare un vero e proprio conflitto.

La notizia è da ritenere ufficiosa

Fino a questo momento il Pentagono non ha reso noto nessun piano per richiamare in servizio i riservisti dell'esercito, ma la notizia sarebbe trapelata poiché alcuni di loro hanno già ricevuto una lettera di preavviso di mobilitazione, e la notizia ha iniziato a diffondersi. Secondo quanto riportato da Foa, che cita non meglio specificate "indiscrezioni provenienti dagli Usa", l'amministrazione americana si starebbe muovendo per avere a disposizione gli uomini entro una quindicina di giorni a partire da quando l'indiscrezione sarà ufficializzata. Secondo la chiave di lettura proposta da Foa il messaggio che trapela da questa mossa dell'esercito americano non sarebbe dei più rassicuranti: "Tenetevi pronti a entrare in servizio, entro breve termine potrebbero essere assunte decisioni".

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Perché richiamare i riservisti?

Per quale motivo il Pentagono sta allertando i riservisti? E' quanto si chiede anche Foa, che ipotizza la volontà degli Usa di aggredire il regime di Assad, e forse persino l'Iran. Ma non esclude che nel mirino ci possa essere il dittatore di Pyongyang [VIDEO], al quale Trump in persona ha affermato di volere dare "un segnale". Secondo Foa, che non nasconde la sua preoccupazione, il presidente americano avrebbe fatto sua l'agenda strategica dei neocon (i cosiddetti "neoconservatori") e la loro posizione interventista, che in campagna elettorale aveva apertamente contestato.

La situazione potrebbe degenerare

Tra gli scenari possibili Foa non esclude nemmeno il più catastrofico, ovvero che gli Stati Uniti arrivino a scontrarsi militarmente con Putin, ed evidenzia come la Russia, insieme a Siria e Iran, abbiano reso noto che in caso di nuovi raid americani risponderanno con le armi. "Mi angoscia doverlo scrivere, ma da molti anni a questa parte la pace nel mondo non è mai stata tanto a rischio", conclude Foa.