Il sindaco di Montemarciano in provincia di Ancona ha emanato un'ordinanza che restringe il campo di azione delle prostitute. In poche parole, il divieto assoluto dell'esercizio pubblico del meretricio. E per compiere tale lotta alla prostituzione si era avvalso di alcuni poteri speciali conferiti ai primi cittadini.

Nello specifico, una presunta squillo è stata “pescata” in flagrante mentre adescava i potenziali clienti, e sanzionata con una multa pari a 311 euro. Non contenta, la “signorina” si è appellata al giudice di pace, e questi a sua volta ha contestato l'operato del Comune.

Secondo il giudice, nei poteri speciali conferiti ai sindaci non rientrano quelli riferiti alla lotta alla prostituzione, e di conseguenza la multa e persino la stessa ordinanza emanata sarebbero nulle.

Illegittimità dell'ordinanza comunale

Per impedire il dilagare dell'attività peripatetica sulla via pubblica, l'amministrazione comunale di Montemarciano aveva emesso un'apposita ordinanza. Tuttavia, la giurisprudenza ha trovato un vizio di forma che renderebbe illegittimo l'intero impianto del provvedimento comunale del 2010, e automaticamente il verbale consegnato alla squillo. Inoltre, il Giudice di Pace, adducendo ad una vecchia sentenza della Corte Costituzionale, che dichiarava illegittimo l'articolo 54 del Decreto Legge 267 del 2000, in merito ai poteri speciali dei sindaci, sostiene che anche l'ordinanza emessa risulterebbe inammissibile.

Il sindaco non ci sta

In seguito all'annullamento della multa recapitata all'indirizzo della presunta squillo, il Giudice, non solo ha cancellato l'addebito, ha anche emanato un provvedimento che costringe al Comune di Montemarciano a pagare la cifra di 546,31 euro per le spese processuali.

Nel frattempo, l' amministrazione comunale, reduce di una pesante sconfitta, ha già manifestato l'intenzione di rivisitare l'intero impianto della ormai superata ordinanza 72 del 2010 e adeguarla alle nuove esigenze normative apportando le dovute modifiche. Insomma, pare che il sindaco della cittadina anconetana abbia sì accusato il colpo, ma disposto ad arginare il fenomeno della prostituzione.