Non ha voluto mettere il velo imposto dalla famiglia di appartenenza e, come punizione, è stata rasata a zero. A riportare la notizia è stato 'Il Resto del Carlino'. La ragazza in questione, originaria del Bangladesh, frequentava le scuole medie con buoni risultati, ma si è sottratta all'obbligo dei genitori di mettersi il velo ed è stata rasata a zero dai genitori. La preside dell'istituto ha informato i carabinieri che hanno esposto denuncia per maltrattamenti.

La ragazza è tutelata dallo stato

Come già le sorelle, la ragazza è stata posta sotto protezione e tutelata. La ragazza aveva trovato nella famiglia non un luogo sicuro, ma un posto di insulti e di arroganza. La madre della ragazza l'ha rimproverata aspramente perché non rispetta le tradizioni. A ben guardare, però, non c'è nulla di religioso nella lite. Sono scelte libere che riguardano l'osservanza della religione.

Dal ramadan alla visita a La Mecca, passando per l'importanza di mettersi il velo: è in gioco la scelta individuale del credente di una data religione, in questo caso musulmana.

La ragazza di 14 anni ha mostrato coraggio

Il gesto della ragazza di non mettersi il velo è un atto di libero coraggio di fronte ad una religione oppressiva e bigotta. La procura dei minori dell'Emilia-Romagna ha deciso perciò di allontanare la figlia dalla madre e di affidarla temporaneamente ad una comunità.

E' un atto di decenza civile che fa ben guardare all'umanità di una regione molto aperta e tollerante. La preside dell'istituto frequentato dalla ragazza ha fatto denuncia in procura. La ragazza ha solamente 14 anni ed è la minore di tre sorelle. E' un ragazza solare e spigliata che veste all'occidentale con jeans e scarpe da ginnastica. Ma porta il velo religioso hijab che le copre i capelli ed il collo.

La famiglia della ragazza è composta da un meccanico di 41 anni ed una casalinga di 40. E' una famiglia arrivata in Italia una decina di anni fa. In questo episodio la scuola si è fatta carico di una scelta importante: quella di tutelare la ragazza dai soprusi della famiglia di origine. L'istituzione ha fatto il suo dovere, dando prova di decenza pubblica.

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