La risposta degli Stati Uniti al raid chimico siriano non si è fatta aspettare: nella notte c'è stato l'attacco con 59 missili Tomahawk che sono stati lanciati da navi statunitensi in stanza nel Mar Mediterraneo. Il bersaglio era la base militare siriana di Shayrat da dove è partito il raid chimico del 4 aprile, che ha ucciso in modo atroce 86 persone tra cui 30 bambini.
Il clima internazionale è tesissimo, dopo la dura reazione della Russia all'attacco Usa, definito dal presidente siriano irresponsabile. La Siria minaccia di replicare in modo appropriato all'incursione americana, forte della sua alleanza con Iran e Russia.
Supporti agli Stati Uniti invece provengono da paesi europei e dal Canada: il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dato il suo consenso ad un attacco limitato e mirato, proseguendo inoltre con la condanna del regime di Assad per l'uso di armi chimiche, che dev'essere considerato un crimine di guerra.
Il tomahawk
Lo avevamo conosciuto con la Guerra del Golfo contro Saddam Hussein: nell'attacco chiamato "tempest storm" erano stati lanciati 288 missili "Cruise" ribattezzati Tomahawk, come l'arma più famosa delle popolazioni indigene dell'america settentrionale, i "pellerossa". Il BGM-109 Tomahawk è stato realizzato per la prima volta negli anni '70, ed è stato da sempre l'arma strategica di punta della marina americana.
La sua lunghezza è di 6,25 metri, la sua gittata massima è di 2.500 km mentre il suo peso massimo è di 2.500 kg. il suo costo totale si aggira sugli 800 mila dollari e può avere una testata esplosiva di 450 kg oppure 166 piccole bombe a frammentazione. La sua rampa di lancio si trova sulle navi o direttamente nei sommergibili. La versione con testata nucleare da 200 chiloton è stata ritirata nel 1991. Il missile presenta 2 alette laterali che dopo il lancio si aprono e gli permettono un volo di crociera grazie anche ad un reattore turbo e ad un sofisticatissimo sistema di navigazione per la correzione della quota e della rotta. L'arma ha un margine di errore di qualche metro al massimo,e la sua velocità è di circa 890 km/h.
L'ultimo aggiornamento del missile si chiama Block IV, ed è connesso alla rete di aerei, navi, satelliti e droni: può colpire addirittura 15 obiettivi programmati ma può "cambiare idea" mentre già è in volo, scegliendo altri obiettivi altri in base ad un cambio di programmazione con nuove coordinate. L'arsenale Usa attualmente conterrebbe 3500 Tomahawk di tutte le versioni accennate mentre la marina inglese ne avrebbe circa 100 tra Block III e Block IV.