Sembra una boutade, ma non lo è. Un'offerta di un lavoro, cosa che pare già uno scherzo, pagato pure profumatamente: 16 mila euro, a condizione che si offra la propria anima, ma soprattutto il proprio corpo, alla scienza per 60 giorni, non uno di più, ma neanche uno di meno, restando pressoché immobili a letto.

Ebbene sì: Medes, l'Istituto di Medicina e Fisiologia spaziale di Tolosa, cerca volontari che siano disposti a stare a letto due mesi, ma in condizioni di immobilità, praticamente come fossero una mummia aspirante astronauta o un austronauta-mummia, per realizzare un serissimo esperimento scientifico: studiare gli effetti della microgravità, la stessa che sperimentano gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale come riferisce il professor Arnaud Beck, a capo del progetto.

Requisiti richiesti all'anomalo candidato astronauta

Requisito numero uno: restare a letto in stato di quasi totale immobilità per 60 giorni. La regola da non trasgredire mai, a costo di essere 'fuori' dall'incarico, è che una spalla del lavorante,dovrà sempre restare poggiata al letto. I 24 volontari richiesti, devono essere di sesso maschile e avere un'età compresa tra i 24 e i 45 anni, godere di una perfetta salute, non fumare, non soffrire di allergie, avere un indice di massa corporea compreso tra 22 e i 27, essere sportivi.

I requisiti richiesti, dunque, sono tali che c'è una selezione all'origine e rendono non idonei molti che magari già avevano cominciato a farci un pensierino. Ma non è tutto: stare costretti in un letto, praticamente nell'immobilità, non è così facile e gradevole come potrebbe sembrare; non è il sogno della vita che si realizza; e non è senza conseguenze, altrimenti il 'lavoro' non sarebbe pagato così tanto, sia pure 'spalmato' in 4 anni.

Si può incappare in problemi cardiovascolari o di pressione, oltre a vertigini, perdita di peso e di tonicità muscolare, che è anche il meno.

Sessanta giorni di 'apatia' obbligata

Chi sarà ritenuto idoneo al 'lavoro', dovrà essere pronto a sopportare 88 giorni di 'ospedalizzazione', di cui 60 da trascorrere allettato, così da permettere agli scienziati di studiare gli effetti antiossidanti e antinfiammatori di un integratore alimentare nelle condizioni di microgravità, quindi assenza di peso, in cui solitamente vivono gli astronauti a bordo dela Stazione spaziale internazionale.

I primi 14 giorni saranno dedicati alla preparazione dei volontari; i restanti 14 al recupero del riposo forzato. In mezzo, 60 giorni di 'apatia' obbligatoria: vietato alzarsi per fare uno spuntino o andare al bagno, camminare, o svolgere qualsiasi attività.

Mangiare, lavarsi, svuotarsi: tutto dovrà avvenire tassativamente rimanendo a letto. Chi si sente di poter fare l'astronauta-mummia per 60 giorni, non ha che da inoltrare la propria candidatura all''Istituto di Medicina e Fisiologia spaziale di Tolosa.