L'omicidio della piccola Yara Gambirasio, la ginnasta di Brembate, sembra riservare ancora molti colpi di scena. Attualmente in carcere, condannato all'ergastolo, c'è Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di Mapello. Il settimanale 'Oggi' ha rivelato alcuni interessanti retroscena sull'omicidio della Gambirasio. Il giallo stavolta riguarda un particolare relativo alle calzature della vittima. Nonostante Yara indossasse le scarpe e non avesse ferite ai piedi, è stato ritrovato del sangue sui calzini appartenente alla ragazza.Tuttavia, nella motivazione della sentenza si legge che si tratterebbe di chiazze brune e non di tracce ematiche, dunque la vicenda, piuttosto anomala, è stata archiviata.

Inoltre, è emerso un altro particolare al momento del ritrovamento; le stringhe erano slacciate.

Le perplessità dei poliziotti

Il settimanale 'Oggi' ha pubblicato l'audio relativo ad alcuni poliziotti che manifestano diverse perplessità sul caso, in particolare con riferimento alla posizione del corpo. Yara è morta nel campo di Chignolo oppure è stata trasportata lì successivamente? Di sicuro queste perplessità si trasferiranno anche al giudizio d'appello.Inoltre, emergono anche altre indiscrezioni in merito all'esistenza di un fratellastro di Massimo Bossetti a cui potrebbe ricondursi il dna dell'omicida. In effetti non si è mai fatto mistero delle particolarità anomale del dna dell'aggressore ritrovato sul corpo di Yara, Insomma, oltre ai dubbi sul sangue sui calzini, vi è anche la possibilità che Bossetti possa risultare del tutto estraneo alla vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto.

Si profila il dubbio che Bossetti e il suo presunto fratellastro siano figli dello stesso padre, Giuseppe Guerinoni, ma non della stessa madre, circostanza che potrebbe giustificare un dna così anomalo. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi di una vicenda che sta tenendo l'Italia col fiato sospeso ormai da tempo, in attesa che venga fatta finalmente giustizia per la scomparsa prematura di una ragazzina innocente che aveva il sogno di diventare una promessa della ginnastica, sogno che nessuno ormai potrà più restituirle.

Ormai la vita di Yara è stata spezzata per sempre,alla tenera età di quindici anni. Se volete essere sempre aggiornati su notizie di cronaca come questa, cliccate sul tasto 'segui' posto in alto all'articolo.

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