Il "pallino" della grande muraglia non è un'esclusiva del presidente americano Donald Trump. C'è chi, con intenti diversi, accarezza il sogno di costruire un muro senza precedenti. Abdullah Mohammad Sulaiman Al Shehi, è un ingegnere degli Emirati Arabi con un'idea grandiosa in testa: realizzare una muraglia verde al confine tra Emirati, Oman e Arabia Saudita, per trasformare il deserto in una terra fertile, un nuovo paradiso terrestre.

Se il progetto di Trump, tra l'altro in ribasso, di innalzare un muro al confine tra Usa e Messico, divide, demarca diffidenze e ostilità tra due Paesi, quello dell'ingegnere arabo ci trasporta nel regno dell'utopia a suo dire realizzabile: rendere coltivabile ed abitabile una porzione di pianeta.

Per riuscirci, l'ideatore ha in mente di trasportare iceberg dove la terra è arida.

Una frontiera verde nel deserto grazie all'aiuto degli iceberg

Per avere un'idea del progetto di Abdullah Mohammad Sulaiman Al Shehi, l'ingegnere degli Emirati Arabi che sogna in grande, basti pensare che il deserto di Rub' al-Khali occupa la parte più meridionale della penisola araba, è ancora in gran parte inesplorato, è disabitato. E' un luogo dove neanche i beduini si inoltrerebbero mai, occupa 650 mila chilometri quadrati, è conosciuto con l'appellativo di "Quarto Vuoto", ed è il secondo più grande deserto di sabbia al mondo dopo il Sahara. Se queste sono le insormontabili premesse geografiche, Abdullah non si è lasciato certo intimorire, perché pensa di avere la ricetta per ovviare agli ostacoli naturali estremi.

A tal proposito ha scritto anche un libro nel 2013 dal titolo "Filling the Empty Quarter".

Per aggirare le caratteristiche dell'area, l'ingegnere ha una soluzione "geniale": trasportare interi iceberg dell'Antartide davanti alle coste della penisola arabica per avere una riserva d'acqua dolce da utilizzare per irrigare il deserto.

Imponenti masse di ghiaccio per effetto del riscaldamento globale si staccano, vagano nei mari e si squagliano: per l'ingegnere, è un vero peccato che una risorsa del genere non venga utilizzata. Un iceberg in media contiene 76 miliardi di litri di acqua dolce che possono dare da bere a un milione di persone per 5 anni. L'ingegnere non demorde: è al lavoro con simulazioni e studi di fattibilità per rendere operativo il progetto nel 2018, e ha anche la soluzione su come trasportare l'iceberg.

Lo vorrebbe trainare con due o tre navi cargo fino alla costa del golfo di Oman.

Una volta giunta lì, la massa ghiacciata avrebbe un effetto benefico cambiando il clima dell'area. Infatti l'aria fredda sprigionata dall'iceberg provocherebbe temporali tutto l'anno nel golfo persico e nella penisola arabica. Si creerebbero laghi favolosi e riserve idriche. E da lì il miracolo: comincerebbero ad esserci abbondanti piogge che farebbero crescere vegetazione rigogliosa, boschi, campi coltivati, terre fertili, e poi aziende agricole. Insomma, un paradiso in terra.

Il sogno di una grande muraglia verde è già stato sognato da altri. Nel 1965, lo scienziato francese Georges Mougin propose un progetto simile, portare iceberg nel deserto per dargli acqua, a un emiro, Mohamed al Faisal. Ma non si poté realizzare. L'ingegnere ritiene che la soluzione sia semplice e praticabile, proprio come bere un bicchiere d'acqua. Magari acqua prelevata proprio dall'ex deserto.