Un'intera comunità è sotto choc. A Mili Marina, frazione di Messina, dove era conosciuta e benvoluta da tutti, si stenta a credere che Serena Antonuccio, una ragazzina di 13 anni, sia morta investita da un treno. L'adolescente ieri pomeriggio si trovava alla stazione locale quando è stata travolta da un convoglio in transito sulla tratta Messina-Catania. Ancora non sono chiare le cause dell'incidente. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi: un gioco finito male, una caduta accidentale, il suicidio.

Cosa si sa finora

La tragedia è avvenuta lungo la fermata della Metroferrovia alla stazione della frazione di Mili Marina.

Da ieri la Polfer, la polizia ferroviaria di Messina, guidata da Alessandra Oliverio, e la sezione minorile della squadra mobile, coordinata da Rosaria Di Blasi, stanno cercando di ricostruire quel che può essere accaduto.

Al momento si ritiene che la ragazzina sia passata da un cancello che permette di accedere alla stazione per raggiungere la banchina adiacente ai binari dove attendere il treno locale. Il corpo straziato della giovane è stato trovato poco prima delle 18 lungo il binario in corrispondenza del bar pizzeria "Il Canneto", a una trentina di metri proprio dal cancello d'ingresso alla stazione locale.

Alcuni testimoni che erano seduti ai tavolini del bar, hanno raccontato di aver sentito il fischio d'allarme di un treno.

Ma anche su questo punto non c'è chiarezza: se si sia trattato del richiamo sonoro del treno che ha investito Serena, o di quello del treno che viaggiava in direzione opposta quando l'incidente era già accaduto.

Le ipotesi

Ma perché e come Serena è finita sui binari? E' scivolata e la sua è stata una caduta involontaria? E' stata un'imprudenza?

Un gioco finito male di quelli che spesso, purtroppo, riempiono le cronache? Una di quelle sfide di ragazzini e ragazzine che si fanno selfie estremi sui binari?

I genitori, la mamma Angela e il papà Francesco, che di professione fa il ferroviere, sono increduli: smentiscono l'ipotesi del suicidio, che pure è stata fatta dagli inquirenti che stanno cercando di ricostruire l'ultimo giorno di vita di Serena e capire cosa sia accaduto realmente.

Non si danno pace la mamma e il papà della ragazzina: non trovano una spiegazione plausibile che possa fare luce sulla tragedia. Lo sostengono anche nella frazione di Mili Marina: Serena era una ragazzina pacata, tranquilla e responsabile, senza problemi particolari eccetto quelli tipici dell'adolescenza.

Proprio i genitori ieri avevano lanciato l'allarme non vedendola rincasare: sapevano che doveva andare in palestra. Non ha fatto più ritorno.

Tra le ipotesi degli inquirenti che hanno sequestrato il cellulare della teenager e disposto l'autopsia, anche quella che possa aver preso parte al Blue Whale il famigerato e triste gioco diventato famoso anche in Italia che istiga i partecipanti al suicidio.