Robert Hinz, 34enne di Bournemouth, nel Regno Unito, prese il figlio di tre mesi e lo scagliò contro un muro. Un gesto dettato dalla rabbia che, però, ha avuto un esito infausto. I medici non riuscirono a salvare il piccolo Julian e, il giorno successivo al ricovero in ospedale, decisero di staccare la spina degli apparecchi per tenerlo in vita. Adesso Robert Hinz è stato condannato all'ergastolo per la vile e aberrante azione compiuta nel 2016 nella sua abitazione. L'ispettore Richard Dixey, della Polizia di Dorset, ha bollato il gesto del 34enne inglese come 'un crimine veramente spaventoso'.

Quando un padre diventa un aguzzino

La furia cieca di un uomo ha procurato la morte di un bimbo di soli tre mesi. Il piccolo Julian Hinz è stato ucciso da una delle persone che avrebbero dovuto volergli più bene, ossia il padre. Questo però si è trasformato improvvisamente nel suo aguzzino. Robert Hinz non è stato in grado di contenere la sua veemenza ed ha trucidato il figlioletto scaraventandolo con forza contro un muro. Il piccolo, dopo quel gesto, aveva riportato gravi ferite e, il giorno successivo, era spirato. A chiamare i soccorritori era stato lo zio di Julian, che stava giocando con gli altri tre figli della coppia in un'altra camera. Monica, la mamma della piccola vittima, era uscita per fare shopping.

Lo zio di Julian era subito entrato nella camera del neonato perché aveva sentito urlare Robert. Questo lo esortava a chiamare subito un'ambulanza perché il piccolo non respirava più. Non appena il padre del bambino entrò nella sua auto per seguire l'ambulanza, la Polizia lo fermò. Gli agenti gli impedirono di mettersi alla guida perché era ubriaco.

Robert Hinz era disoccupato da circa un mese

Perché Robert Hinz ha compiuto un'azione così crudele? Forse l'uomo era furioso e agitato perché era rimasto senza lavoro da circa un mese. Molte persone, quando perdono il lavoro, diventano colleriche. È ormai passato più di un anno dalla morte di Julian Hinz, un bimbo morto per mano del padre.

Monica e i familiari di Julian sono affranti. È difficile, per loro, tornare alla normalità. Difficilmente la condanna all'ergastolo inflitta all'omicida potrà confortarli, perché il piccolo non tornerà mai in vita. Il piccolo Hinz arrivò in ospedale con numerose ferite su tutto il corpo, un trauma cerebrale e varie fratture del cranio. Difficile sopravvivere in tali condizioni. Julian spirò dopo un giorno di agonia. I giudici non hanno potuto fare altro che condannare il padre alla massima pena.