Uno dopo l'altro, i bersagli di Pyongyang sembrano cadere come colpiti dagli stessi missili testati di recente da Kim Jong un. La dichiarazioni che questa volta vanno a colpire direttamente il segretario di Stato USA, Rex Tillerson, sono del 9 giugno, e prendono spunto dalla conferenza tenutasi il 6 giugno dello stesso segretario, che a quanto sembra chiedeva l'aiuto a tutte le nazioni per unirsi agli Usa nella lotta contro lo sviluppo nucleare di Pyongyang.

Pyongyang: sconfiggere gli Usa 'sacra missione'

In un editoriale del Rongong Sinmun del 9 giugno, il regime dichiara che gli Stati Uniti starebbero compiendo "sforzi enormi per cercare di arginare la potenza Juke della Nordcorea", che per la sua indipendenza non può essere sconfitta dagli imperialisti. Proprio per questo, la "guerra per la pace" verrà portata a termine, e la Corea del Nord è sempre più consapevole della sua "sacra missione" e della vittoria finale contro gli Usa. Dello stesso giorno le affermazioni del ministro degli Esteri del regime, contro le esternazioni di Rex Tillerson, per il quale le "frustrate osservazioni di Tillerson" sarebbero solo un tentativo disperato, vista la tenacia e la potenza nordcoreana, di ricevere sostegno da altre nazioni.

Nella stessa dichiarazione del 9 giugno, Pyongyang dichiara che sarebbe addirittura "patetico vedere il presunto capo dei diplomatici Usa parlare di cose che non conosce". Il tempo in cui gli Usa imponevano il proprio volere sulle altre nazioni, tuona il ministero degli Esteri nordcoreano, "è ormai terminato"

Il successo 'incredibile' dei test

Tutto ciò a chiudere la giornata che si è aperta con il lancio di nuovi missili da crociera, nati per colpire navi nemiche.

I test presieduti da Kim Jong-un hanno notevolmente galvanizzato la popolazione nordcoreana, ora più che mai certa della potenza nucleare del proprio paese. I tal senso gli elogi del leader non sono mancati nei confronti del lavoro svolto dall'accademia nazionale di Scienze della Difesa. I missili lanciati hanno, come da programma, colpito gli obiettivi galleggianti sul mare orientale della Corea del Nord, dopo traiettorie circolari in volo, ottenendo i complimenti di Kim Jong un.

L'invito di Pechino e Cina a non alimentare tensioni

Proprio in questo scenario, Pechino avrebbe richiamato aspramente Pyongyang, come riporta la Yonhap. Inoltre pare che la Cina avrebbe invitato severamente la Corea del Nord a non inasprire ulteriormente la situazione, così come testimonia, in merito, l'intervento successivo del portavoce del ministro degli Esteri della Cina, Hua Chunying, il quale ribadisce nuovamente che i paesi interessati nella questione nordcoreana "non dovrebbero provocarsi a vicenda, ne tanto meno intraprendere iniziative volte a inasprire i rapporti tra potenze, soprattutto in un momento così delicato".

"Bisogna lavorare per la stabilità regionale" dichiara "con sforzi congiunti che conducano alla pace". Ma tra il dire e il fare c'è spesso di mezzo il mare. Questa volta del Giappone.

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