Un monastero francescano che si trova in Bolivia, per la precisione nella città di Cochabamba, annovera fra i suoi abitanti un ospite piuttosto particolare. I frati che vi abitano, infatti, hanno deciso di accudire un cagnolino randagio dato loro in adozione dall'associazione animalista sudamericana Frías Proyecto Narices, trasformandolo in uno di loro e vestendolo, come tutti i monaci che si rispettino, con tanto di saio.

Il cagnolino è stato chiamato Carmelo

Il cane, di razza Schnauzer, ha messo piede (o per meglio dire "zampa") per la prima volta nel monastero alcuni mesi fa; i frati hanno deciso di sfamarlo e salvargli la vita, dandogli inizialmente il nome di Carmelo. il piccolo è diventato ben presto famoso sui social network: i monaci infatti, per renderlo come già detto un frate a tutti gli effetti, hanno cucito appositamente per lui una piccola tunica su misura ed hanno pubblicato le sue foto su Internet, assegnandogli definitivamente l'appellativo di Fray Bigotón (che, traducendo dalla lingua spagnola, sta per "Frate Baffone"). Ed in effetti a Fray Bigoton i baffoni e l'aria da saggio monaco sicuramente non mancano.

Fray Bigotón è ben voluto da tutti

Fray Bigotón vive con altri dodici monaci, nel monastero tutti gli vogliono bene e lo considerano una creatura di Dio. “Carmelo adora giocare, correre per il convento, osservare i pesciolini che nuotano in una fontana e soprattutto essere coccolato”, dichiara sorridente Jorge Fernandez, uno dei frati che abitano nell'abbazia. Di sicuro anche loro non potranno che essere contenti della presenza del cagnolino nel monastero, che non potrà far altro che portare benefici all'umore collettivo.

Esiste anche una pagina Facebook dedicata al cane, nella quale è possibile apprezzare una vasta gamma di foto che lo ritraggono. Uno degli obiettivi che hanno spinto i monaci del monastero boliviano a questo insolito gesto è stato quello di veicolare, in maniera simpatica, un messaggio forte in favore degli animali che non hanno un padrone, sensibilizzando il maggior numero di persone possibile ad adottarli e, a maggior ragione, a non abbandonarli.

I monaci protagonisti della vicenda, del resto, appartengono all'ordine dei francescani, fondato, come si sa, da San Francesco che era anche il Santo protettore degl animali: non poteva dunque esserci dimora migliore per l'ormai celebre Fray Bigotón.

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