È attraverso un comunicato pubblicato martedì 20 giugno, sul proprio blog, che Anonymous Italia informa il grande pubblico di aver hackerato il sito della Farnesina. Il Ministero degli Esteri, a detta del gruppo di attivisti e dissidenti on line, è interprete dell’infruttuosa quanto costosa burocrazia che viene così sbeffeggiata nel comunicato: “Continuate pure a dilettarvi nelle vostre riunioni al vertice, nelle vostre commissioni... G7, G8, Intelligence, sorveglianza, terrorismo. Notevoli come voci di spesa da scrivere nel bilancio statale".

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E puntando il dito sulle ingenti spese, gli attivisti individuano chi inconsapevolmente dovrà addossarsele: “A pagare, lo sapevamo già, siamo noi Italiani”.

Divulgati i conti del Ministero

Dunque preso atto di ciò, la punizione da infliggere scelta dagli hacker è la divulgazione di dati pubblicati e reperibili sotto forma di file Excel, riguardanti per lo più i conti del Ministero, senza filtri né censure.

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In questa mole di informazioni, nel dettaglio, si trovano nomi e cognomi del personale impiegato e dislocato in ambasciate e consolati, con le relative fonti di spesa. Oltre ai contratti stipulati e le fatture prodotte dai collaboratori (aziende private), del ministero dal 2012 fino ad oggi, con al centro transazioni per milioni di euro. L’attacco prosegue, con la pubblicazione delle analisi prodotte dalle nostre ambasciate e riguardanti le condizioni di sicurezza dei vari paesi ospitanti la nostra diplomazia.

Nota della Farnesina sul tentativo di hackeraggio

Il Ministero a poche ore dall'attacco, chiarisce la sua posizione politica e giuridica attraverso una nota stampa, dove in merito all'evento subìto dichiara di aver già denunciato l'accaduto alle autorità competenti e che dunque le indagini sono già in corso, augurandosi di riuscire a fare piena luce sull'incidente. Precisando inoltre, in merito all'accusa mossa, circa la mala gestione delle grandi disponibilità di denaro pubblico, che ogni fattura della farnesina è sempre regolarmente vidimata dalla Ragioneria, dunque presa in esame dall'organo tecnico dello Stato incaricato di garantire le esigenze dell'amministrazione.

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta che accerterà le responsabilità giuridiche, sarà preminente chiarire la reale portata dell’evento. Scongiurando che non vi siano state divulgazioni di dati estremamente sensibili, attinenti a ricercatori e collaboratori della Farnesina che operano in anonimato, loro unica e reale forma di autotutela personale.

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